Tommaso Anderloni, il futuro del Caldiero che para nel presente

Il baby classe 2000 è uno dei protagonisti del momento aureo del Caldiero. «Contento per del grande avvio, in D i dettagli fanno la differenza».

I legni gialloverdi sono custoditi in mani sicure. Tommaso Anderloni è una delle note più positive di questo strabiliante inizio di stagione del Caldiero Terme: il giovane classe ’00 sta facendo ottima guardia ai pali termali, tanto che, statistiche alla mano, la sua è la porta meno battuta del raggruppamento con sole sette reti al passivo. 

La matricola caldierese stanzia con merito al quarto posto del girone C di Serie D, una posizione maturata grazie a cinque vittorie, due pareggi e due sconfitte nelle prime nove gare di una competizione inedita per il sodalizio del presidente Filippo Berti. Il Caldiero intende garantirsi sempre più margine dalla zona rovente della graduatoria, anche se i tre punti di distanza dal Cartigliano capolista restano un dato di fatto. Perché, si sa, nel calcio sognare non costa nulla. 

«Siamo partiti benissimo – analizza Anderloni – già da luglio, quando abbiamo iniziato il ritiro, nutrivo sensazioni positive che si sono trasformate in realtà, iniziato il campionato. Faccio parte di un gruppo molto forte, valido soprattutto dal punto di vista umano: se in campo stiamo raccogliendo degli ottimi risultati lo dobbiamo anche all’incredibile coesione del nostro spogliatoio. Se guardiamo in alto oppure in basso? La salvezza è l’unico obiettivo che abbiamo in mente. Prima la raggiungeremo e prima potremo divertirci davvero, ma penso sia fondamentale restare sempre coi piedi per terra».

Un campionato di D, quello in cui si sta districando il Caldiero, nel quale sono sempre i dettagli a scolpire la differenza tra vittoria e sconfitta. «In questo torneo si cura ogni minimo aspetto del gioco – prosegue il baby numero uno – scorrendo i risultati non ci si imbatte mai in “goleade” e questo perché tra i vari collettivi i valori sono affini. Le gare che abbiamo vinto le abbiamo tutte legittimate per 1-0, un dato che rende l’idea del grande equilibrio che caratterizza sempre i novanta minuti». 

Più che dualismo tra portieri, a Caldiero si può parlare di grande rapporto di amicizia tra Anderloni e Stefano Fortunato, in passato professionista che ha indossato le maglie di Venezia, Pro Patria e Sudtirol. «Stefano prima di tutto è un amico – prosegue Tommaso – a livello personale abbiamo instaurato un bel rapporto ed in campo è il primo ad aiutarmi, dandomi preziosi consigli che cerco sempre di fare miei. Ha alle spalle un curriculum sportivo di indubbio spessore, quindi sono contento di condividere anche questa stagione con un giocatore del genere». 

Il professionismo come obiettivo futuro, il Caldiero come solido presente. «Penso che fare del calcio la propria professione sia il sogno di ogni ragazzo che inizia a giocare in Prima Squadra – chiude il “millennial” – io voglio vivere il momento, pensando domenica per domenica e dando sempre il massimo per questa maglia. Sono in una delle società più organizzate a livello territoriale: qui si presta attenzione ad ogni dettaglio e penso sia davvero questa la chiave per il successo».