Stefano Grigolo, un veronese sul tetto del mondo

È passato quasi un anno dalla conquista del titolo mondiale da parte del footgolfista legnaghese. La “Verona sportiva” però non dimentica: «Ancora oggi – spiega - la gente mi ferma per strada».

Un’impresa senza tempo. Addentrandoci sempre più nella stagione invernale, si avvicina l’anniversario di una data che resterà indelebilmente impressa nelle pagine dello sport veronese: lo scorso 18 dicembre Stefano Grigolo, legnaghese classe 1970, in quel di Marrakech è diventato Campione del Mondo Senior di footgolf.

Una disciplina – quella nata nel 2009 in Olanda, che coniuga i gesti tecnici del calcio con le regole del golf – sempre più sedimentata entro i confini nostrani e che sta avendo in Verona uno dei centri propulsori in ottica di un inquadramento più definito anche a livello di CONI. Figure di spicco come Paolo Di Canio ne stanno aumentando sensibilmente la visibilità e gesta come quelle di Grigolo non fanno altro che aumentarne l’«appeal» anche nei confronti dei più giovani.

Insieme a lui abbiamo ripercorso le orme incancellabili lasciate in terra africana. «È incredibile come ancora adesso la gente mi fermi per strada congratulandosi di quel titolo mondiale – spiega il footgolfista – solo con il passare del tempo mi sono reso veramente conto di cosa sia successo, soprattutto perché il percorso che mi ha portato a sollevare quella coppa è stato davvero da “film”. Condizione necessaria per partecipare a quel Mondiale era infatti quella di entrare nelle prime quattro posizioni al termine di un campionato italiano a dodici tappe. All’ultima giornata ero in settima posizione e terminata quella gara conclusiva stavo quasi per andarmene, convinto di non avercela fatta. Sono stato però richiamato in campo in quanto mi ero qualificato come quarto per 0.9 punti, un qualcosa di davvero assurdo! Da lì ho cominciato a prepararmi per una kermesse che prendeva il via il 9 di dicembre, data per me emotivamente molto particolare, e poi è stata tutta un’escalation, sino a quel “birdie” alla diciottesima buca grazie al quale ho avuto la meglio sull’olandese Marcel Peeper».

Agli albori della sua carriera Stefano si destreggiava come promettente regista nella Primavera dell’Hellas Verona, un passato che ha contribuito a formare i successi del presente. «È innegabile che aver giocato a calcio aiuta ad approcciarsi a questo sport – prosegue – anche se le differenze a livello di movimenti e gestualità sono evidenti. Che cosa mi ha dato finora il footgolf? Oltre a delle indescrivibili emozioni sul “green”, dico sicuramente la possibilità di conoscere tantissime nuove persone, molte delle quali sono diventate degli inseparabili amici».

A differenza di quanto si possa pensare, il mondo golfistico sta accogliendo con entusiasmo questa ventata di novità. «C’è grande rispetto tra noi e i golfisti – aggiunge Grigolo – tanto che si sta creando una contaminazione bidirezionale: molti footgolfisti hanno provato ad impugnare una mazza e molti golfisti hanno iniziato a calciare un pallone con l’obiettivo di metterlo in buca».

Come detto in precedenza, Verona è da anni un punto di riferimento indiscusso per gli amanti del settore. «Il nostro territorio è un terreno fertile per questo “connubio sportivo” – conclude il Campione del Mondo “over 45” in carica – ci sono tre aree nelle quali siamo presenti come movimento e sono quelle di Verona, Villafranca e Legnago. I Golf Club più attivi? Indico sicuramente la “Corradina”, “Le Vigne” e “Musella”. Chiudo con un invito rivolto a tutti a provare ad addentrarsi in questo bellissimo mondo davvero per ogni età. Vi assicuro che non ve ne pentirete!».

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