Nuovo stadio, Barresi: «Non è il progetto del Verona»

A margine della presentazione delle nuove divise dell'Hellas, il direttore operativo Francesco Barresi chiarisce la posizione della società dopo il post del consigliere Tosi

«Ringraziamo il nostro partner Macron perché ci ha dato la possibilità circa nove mesi fa di disegnare queste divise, che rispecchiano la tradizione del Verona. Sono molto belle e spero che possano anche essere vissute intensamente quest’anno» è il ringraziamento del direttore operativo dell’Hellas Verona Francesco Barresi a margine della presentazione ieri delle divise per la nuova stagione dell’Hellas Verona.

«Tengo a sottolineare – ha poi aggiunto – la fedeltà di Sinergy, Air Dolomiti e Vini Sartori, perché sono tre partners che hanno deciso di rinnovare con il Verona nei mesi di febbraio e marzo, quelli più delicati, e questo è esemplificativo. Li ringrazieremo per questo perché nel momento di difficoltà hanno dimostrato fiducia e convinzione nei mezzi dell’Hellas».

Inevitabile la domanda sullo stadio, dopo la secca risposta del club al post del consigliere comunale Flavio Tosi. In un post sul suo profilo Facebook, il leader di Fare! nei giorni scorsi ha attaccato la giunta Sboarina, sollevando dubbi sulla copertura finanziaria dell’impianto. «Se Setti e il messicano [Esparza] vogliono farsi uno stadio privato, lo vadano a realizzare alla Marangona, evitando di devastare il quartiere. Ricordo, in conclusione, gli oltre 3 milioni di debiti dell’Hellas Verona con il Comune, quindi con i veronesi. L’Hellas Verona che, ricordo, è tra le società proponenti del progetto» chiudeva il lungo post.

«La nostra non era una risposta, ma un voler chiarire alcuni punti e mi auguro che lo siano, altrimenti proveremo a rispiegarli – ha chiarito Barresi – L’unica cosa che chiediamo è di non cercare di strumentalizzare l’Hellas per delle polemiche tra gruppi politici o compagini amministrative». 

«Capisco – ha proseguito il direttore – che il Verona catalizzi molta attenzione, ma lasciamolo fuori da questo e, se qualcuno ha questioni personali o lavorative con altri, che le risolvono tra di loro. Noi siamo stati chiari in ciò che abbiamo detto ed era un comunicato non in risposta, ma per chiarire la situazione. Il discorso è semplice: se lo stadio verrà fatto noi abbiamo manifestato la disponibilità a giocarci, se non verrà fatto continueremo a giocare al Bentegodi. Non è il progetto del Verona e non è il progetto di Setti e con questo ci auguriamo che l’argomento sia chiuso». 

«Pensiamo piuttosto a cose più importanti, come i danni allo stadio, a chi ha dovuto sostenere le spese per il rifacimento del manto erboso, a chi ha dovuto sostituirsi al Comune per far fronte ai danni dello stadio, per chi ha dovuto lavorare sull’Antistadio, per chi ha dovuto sostenere i costi per far venire la Nazionale a Verona tanti anni fa. Questo è ciò su cui ci dobbiamo concentrare e il resto lasciamolo da parte» è stata la chiusura della domanda.

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