Mattia Tanara, Il Cielo è il Limite

Il classe 2000 di Badia Calavena è un astro nascente dello Skyrunning, la «Corsa del Cielo». «Il segreto è non fermarsi mai, nel mirino ora ho i Mondiali di categoria».

mattia tanara -skyrunning - copertina

Lo sport è una salita eterna. Non esistono punti di sosta, né fermate di ristoro: per continuare a vincere, bisogna continuare a faticare. Mattia Tanara, atleta classe 2000 di Badia Calavena, conosce il significato più profondo di questo assioma. Seguendo le orme tracciate dal suo nucleo familiare ha seguito la vocazione dello skyrunning, diventando rapidamente una delle promesse più futuribili del panorama italiano.

Da piccolo partecipava alle gare degli alpini paesane, dei percorsi che si articolano seguendo la morfologia montanara, dalla durata di tre o quattro chilometri. In seguito, quando ha iniziato a seguire papà Francesco, ad un’edizione della «Dolomites Skyrace» è scoccato l’amore verso la disciplina.

«Diciamo che la passione per la corsa in montagna è una tradizione di famiglia – spiega Mattia – devo il mio interesse verso lo skyrunning a mio papà, a mio nonno e al mio prozio, grandi amanti del movimento. In genere una gara Skyrace si sviluppa sui 20/25 chilometri, con un dislivello 1500/1800 positivo, ci sono circa due o tre salite, accompagnate da altrettante discese, per un totale – al massimo – di tre ore».

Il sudore alla base della quotidianità: Tanara ci ha illustrato un suo allenamento «tipo». «Non seguo particolari diete – aggiunge – sto solo attento alla linea come ogni altro sportivo, ma in quanto a skyrunning non è obbligatorio seguire un particolare regime alimentare. Come preparo le gare? Un mio classico allenamento consiste nel raggiungere il rifugio “Fraccaroli” sulla Cima Carega ad alta velocità. Ogni sessione varia grossomodo dai 15 ai 20 chilometri».

Terminate le Superiori, Mattia si sta dedicando anima e corpo allo sport: nel mirino ci sono appuntamenti tutt’altro che banali. «Il sogno nel cassetto è quello di vincere i Mondiali di categoria – conclude – lo scorso anno sono arrivato secondo, quindi per forza di cose punto a salire sul gradino più alto del podio. Poi mi piacerebbe conquistare qualche bel piazzamento in gare prestigiose come la Dolomites o la Zegama Skyrace. È davvero un peccato che relativamente al mio sport, non essendo disciplina olimpica, non sia possibile accedere ad un gruppo militare: la “Corsa del Cielo” è un movimento che coinvolge davvero moltissimi appassionati».