Il nuovo volto dell’U.s. Sant’Anna D’Alfaedo

Da poco più di una settimana a Sant’Anna D’Alfaedo si è insediato il nuovo quadro dirigenziale. Il neo Presidente Simone Lavarini: «Benessere e Inclusione saranno alla base di tutto»

Simone Lavarini, ultimo a partire da destra

Continuità nel segno dell’innovazione. Il nuovo ciclo dirigenziale dell’Unione Sportiva Sant’Anna D’Alfaedo parte da una visione di sport condivisa e ben delineata. La scorsa settimana si sono infatti tenute le elezioni del direttivo che accompagnerà la società veronese fino al 2023 e la nomina a Presidente di Simone Lavarini, Vicedirettore Generale di Valpolicella Benaco Banca, può essere letta unicamente attraverso la lente del rinnovamento e sviluppo dell’intero movimento.

Lavarini rappresenta infatti il perfetto connubio tra tradizione e futuro: dapprima giocatore nella Juniores, con qualche scampolo in Prima Squadra, con un passato di molti anni negli Amatori, Simone è sempre stato legato ai «Falchi della Lessinia» e ora, attraverso una visione manageriale, vuole conferire ulteriore lustro a tutta l’Unione.

Le sue parole sono un mix di realismo e lungimiranza: «Abbiamo stilato un piano strategico per i prossimi quattro anni – spiega – mettendo nero su bianco le nostre idee e le nostre responsabilità. Il fine ultimo è quello di rendere l’Unione Sportiva come “Casa dello Sport” a Sant’Anna, potenziando le attività che già proponiamo, ma al contempo allargando l’offerta, inserendo altre discipline come Mountain Bike, Running. Arrampicata Sportiva e Nord Walking “culturali”. Il programma verte su due capisaldi: il “benessere”, da definizione “stato felice di salute, di forze fisiche e morali”, e l’”inclusione” ovvero una totale apertura a chi vorrà fare sport e non solo».

Lavarini intende conferire un impulso inedito al territorio, mettendo anche la sua formazione professionale al servizio della causa. «Mi sono riproposto di dare un taglio imprenditoriale al brand – prosegue – in quando credo fermamente che anche una società dilettantistica possa essere concepita come “impresa”, ossia un’attività finalizzata a preservare e valorizzare un bene comune, mantenendo sempre l’equilibrio economico-finanziario. Uno dei punti che abbiamo stilato in agenda è quello del rilancio dell’”identità commerciale” autoctona: fare sport oggi è diverso rispetto a come lo si faceva qualche anno fa, quindi ritengo che sia indispensabile cavalcare l’onda dell’innovazione e del cambiamento».

I presidenti degli ultimi 30 anni. Ultimo a destra Simone Campostrini

Una “montagna” che in questo progetto si identifica sempre più come risorsa, anziché come limite. «Conosciamo la morfologia della zona – conclude Lavarini – a livello ambientale può sembrare problematico lavorarvici, ma sono certo che siano più i punti di forza che gli svantaggi. È fuori discussione che servano dei sacrifici sia da parte degli atleti che dalle loro famiglie, ma i monti sono un qualcosa che temprano il carattere degli atleti, restituendo loro benessere e senso appartenenza. Ci sono dunque tutti i presupposti per addentrarci con positività in questo quadriennio di lavoro».

Il nuovo consiglio direttivo