Il futuro dei Redskins corre nel presente

Edoardo Perbellini è la scommessa vinta dai Redskins Verona. Nonostante le voci di mercato, anche nella prossima stagione farà parte della tribù pellerossa: «Mi han chiamato i Giants, ma ho scelto di restare».

Un giovane “Pellerossa” alla conquista d’Italia. Edoardo Perbellini è il nuovo che avanza in casa Redskins Verona: il classe 2000, ormai in pianta stabile in Prima Squadra da diversi anni, è uno dei profili più promettenti del football americano veronese e, nonostante la giovane età, rappresenta una solida certezza sulla quale costruire una stagione ricca di aspettative.

A conferma della qualità del ragazzo parlano le convocazioni con la Nazionale Under 19 per gli Europei 2017 e 2019 di categoria, esperienze che hanno formato Edoardo, permettendogli di respirare «football» ad un livello indubbiamente elevato. Quest’estate, come la scorsa, è arrivata la chiamata del Giants Bolzano per salire in Prima Divisione: l’offerta è stata declinata, ma rimane comunque l’orgoglio di un’investitura così importante.

Perbellini con la maglia della Nazionale italiana

Considerando i margini di crescita del giocatore, l’ascesa nel massimo campionato italiano sembra però solo una questione di tempo. «Una proposta del genere fa tantissimo piacere – commenta Perbellini – ma, esattamente come l’anno scorso, ho fatto delle valutazioni che mi hanno portato a sposare nuovamente la causa dei Redskins. Qui mi sento parte di una grande famiglia ed il rapporto con l’ambiente è davvero senza pari: questa società mi ha dato tutto, quindi sono orgoglioso di poter dare il mio contributo anche nel prossimo campionato di Seconda Divisione».

Già, perché per i Pellerossa la sfida all’orizzonte si prospetta tutt’altro che banale. «Ci attende una guerra – prosegue la giovane promessa veronese – è un torneo per noi inedito, ma non abbiamo paura. Nel nostro sport ogni sfida è una battaglia: scendi in campo con il proposito di dare tutto te stesso, facendo ciecamente affidamento sui tuoi compagni di squadra. Senti sempre la responsabilità di far parte di un collettivo e questo penso sia uno degli aspetti più stimolanti del gioco».

Nella vita molto spesso le grandi opportunità nascono da una ribellione. L’approccio all’«American football» per Perbellini non rappresenta un’eccezione: «Non ero più appassionato dal calcio e sentivo l’esigenza di cambiare. Oltre che dal football americano ero attratto dal rugby, in quanto è anch’essa una disciplina basata principalmente sul contatto fisico. Mi sono messo in contatto coi Mastini, ma non avevano in programma di iscrivere un team giovanile, così, spinto dal desiderio di giocare sin da subito, appena ho sentito dell’idea dei Redskins di formare un’Under 19 mi sono subito interessato. Il ruolo che occupo in campo? In genere ho sempre giocato in posizioni di linea, ma ultimamente sono stato schierato anche come linebacker».

Nella mente di Edoardo è scolpito vividamente il ricordo della vittoria nella finale di Terza Divisione allo Stadio «Breda», una giornata che rimarrà per sempre impressa nel cuore dello sport veronese. «Siamo partiti con lo sfavore dei pronostici – conclude Perbellini – Napoli era una corazzata abituata a giocare in una categoria superiore, ma questo non ha fermato la voglia dei Redskins di mettere le mani sulla coppa. Ho vissuto sensazioni indescrivibili che ho cominciato a realizzare solo qualche giorno dopo: la consapevolezza di essere arrivati così lontano è un qualcosa di incredibile».

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