Juric: «Fiducioso se continueremo a giocare con questo spirito»  

Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblu Ivan Juric, rilasciate alla vigilia della partita contro la Sampdoria in programma questa sera alle 18.

Ivan Juric Hellas Verona Lecce Verona

Si gioca oggi, alle 18.00 al Bentegodi, Hellas Verona – Sampdoria. L’allenatore gialloblu, Ivan Juric, affida le sue dichiarazioni ad un’intervista, negando innanzitutto che la sfida sarà un derby personale.

«Per me si tratta solo di Verona-Sampdoria. Sarà una partita molto difficile per tanti motivi, stanno passando un momento negativo, ma la loro classifica non racconta la verità – commenta Juric -. Poi per noi sono tutte sfide difficili, dobbiamo affrontare ogni avversario con la giusta mentalità e determinazione, muovendo bene la palla e attaccando con intensità».

Il Verona è reduce da un pareggio contro il Cagliari la settimana scorsa, un 1-1 che ha permesso ai gialloblu di conquistare un punto importante.

«Il Verona sta bene – commenta il tecnico – qualcuno risente di un po’ di fatica, soprattutto i nazionali, ma stiamo bene. Di Carmine non ha recuperato: lamenta un risentimento al gluteo rimediato contestualmente alla contusione alla testa nella partita di Torino. Verre è a disposizione come gli altri. Sta lavorando bene, si crea tante occasioni e questo è positivo, forse deve avere qualche pausa in meno, perché in serie A non te le puoi permettere».

Parole positive per Amrabat e Veloso, che a giudizio di Juric stanno facendo molto bene. Così come per Stepinsky, al quale il tecnico gialloblu riconosce l’atteggiamento giusto.

«Amrabat è fisicamente devastante, mentre Veloso è più tecnico, ma stanno facendo alla grande entrambe le fasi. Stepinsky fa il lavoro che deve fare, quello della punta centrale. Sono contento del suo atteggiamento e sono convinto che crescerà ancora. In generale, vedo in tutti i margini di miglioramento, e questo è positivo. Noi abbiamo una squadra che ha pregi e difetti, e quindi non bisogna andare troppo pesanti con i giudizi e nemmeno pretendere sempre prestazioni perfette, perché non è facile.».

E sulla possibilità di cambiare modulo per segnare di più, il tecnico risponde: «Cambiare non è un problema. Cambia poco giocare con una o due punte o con uno o due trequartisti. Salcedo per esempio è entrato bene. Lui è diverso da Kumbulla, gioca con la testa più leggera: è un attaccante ma può fare anche il trequartista. Non so dove sia meglio utilizzarlo, io voglio che sia libero. Si vede che il ragazzo ha l’istinto del calciatore, con lui servono poche parole».

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.