Elisa Princic, la giovane «veterana» con Bussolengo nel cuore

L’«esterna» classe 2000 dello Specchiasol ha partecipato al recente Mondiale Under 19 con la Nazionale. Non ha paura di nascondere il suo sogno: «Vorrei continuare a studiare al college, giocando a softball».

elisa princic 2

Un passato ricco di successi, un «domani» tutto da scrivere. Non ha ancora compiuto vent’anni Elisa Princic, pluricampionessa d’Italia – e non solo – con lo Specchiasol Bussolengo e lo scorso agosto impegnata con la rappresentativa azzurra Under 19 nella rassegna mondiale svoltasi negli Stati Uniti. Proprio oltreoceano lo scorso anno la diciannovenne vicentina ha coronato il suo sogno a stelle e strisce: Elisa ha vissuto dieci mesi in Kansas, studiando e praticando softball nella Roseville High School. Scorrendo il suo invidiabile curriculum, inoltre, l’«azzurrina» bussolenghese può vantare il record di due titoli Europei vinti nel 2018, a distanze di poche settimane. Se il buongiorno si vede dal mattino… 

Elisa, parliamo subito del Mondiale… com’è stata la recente esperienza con la Nazionale Under 19? 

«Era il secondo Mondiale U19 a cui partecipavo, ciò nonostante mi sono emozionata come se fosse stata la prima volta. È un evento che ti consente di metterti a confronto con giocatrici da tutto il mondo, crescendo ed imparando molto. Osservare le differenze tra culture – anche sul campo – è qualcosa di unico e meraviglioso».

Cos’ha significato per te aver vinto in passato un campionato europeo Under 19 e uno Under 22?

«Vincere due titoli europei di seguito è stato straordinario, in quanto siamo state capaci di dimostrare a tutto il Continente le nostre capacità. Per vincere bisogna essere competitivi, lottare fino all’ultimo “out”, senza mai perdere di vista l’obiettivo finale. Ci sono emozioni che è impossibile rivivere in altri contesti: portare il nome del proprio Paese sul petto, giocare per la propria famiglia, amici, e compagne di squadra è un onore impagabile che vale tanti sacrifici».

Com’è nata la passione per il softball? 

«Ho iniziato a giocare a baseball quando avevo all’incirca circa sei anni grazie alla mia maestra delle elementari, seguendo le orme di mio fratello. Da lì poi non ho più smesso e una volta cresciuta sono passata al softball».

Quanto è stato formativo a livello sportivo e umano vivere dieci mesi in Kansas, così lontana da casa?

«Non è stato indubbiamente facile. Mi sono dovuta mettere in gioco, ambientare e col senno di poi credo di essere cresciuta tantissimo, diventando indipendente. Per quanto riguarda il lato “sport” sono rimasta impressionata dalla diversa cultura e di quanto l’attività sportiva sia molto più apprezzata rispetto a quanto accade in Italia. La mia passione e queste esperienze mi hanno portato a voler proseguire gli studi al college in America, continuando a giocare a softball».

Anche quest’anno con Bussolengo vi siete laureate campionesse d’Italia… Qual è il segreto di questa longevità di successi?

«Gioco a Bussolengo da cinque anni, con la società mi trovo bene e con le mie compagne di squadra ancora meglio. Ho vinto due Coppe Campioni e quattro Scudetti: alla base di queste affermazioni c’è la qualità di noi giocatrici, oltre al legame intenso che si è creato tra noi e lo staff».

Quali sono a tuo avviso i margini di crescita del softball in Italia?  

«Il movimento penso che stia crescendo, in quanto molte ragazze stanno andando negli USA a studiare e giocare, una scelta che permette loro di crescere e sviluppare una mentalità professionista. I margini di crescita di questa disciplina sono potenzialmente enormi: si tratta di uno sport unico e bellissimo a cui manca solo la visibilità dei Media, motivo per cui spesso non è conosciuto e capito dal pubblico. I risultati delle partite non vengono comunicati né alla radio, né alla televisione e tantomeno sui giornali nazionali e questo rappresenta indubbiamente un grosso handicap. La maggior parte degli italiani non sa nemmeno che il softball sia praticato in Italia o che sia il secondo sport di squadra ad essersi qualificato per le Olimpiadi 2020. È davvero un grosso peccato».

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.