De Toni arriva all’Olimpica Dossobuono: «Per me è quasi un ritorno a casa»

Tiziano De Toni è il nuovo allenatore della formazione di Serie A2 femminile Pallamano Olimpica Dossobuono per il prossimo campionato.

Tiziano De Toni è il nuovo allenatore della formazione di Serie A2 femminile Pallamano Olimpica Dossobuono per il prossimo campionato. Lo abbiamo raggiunto al telefono per alcuni commenti dopo l’annuncio ufficiale.

Anzitutto, qual è lo stato di salute della pallamano in Italia?

«Negli Anni Settanta e Ottanta c’erano i Giochi della Gioventù e molti docenti si appoggiavano a questo sport perché è vivace, dinamico, di squadra, non ha pause. è combattivo, c’è contatto fisico, la vittoria di una squadra non può mai essere data per scontata, bastano  pochi minuti per rovesciare sei sette goal senza problemi» ha spiegato De Toni.

«Da un paio d’anni c’è una nuova dirigenza in Federazione che sta dando tanto sia a livello tecnico, sia organizzativo che di immagine, pertanto sta spingendo molto affinché sia visto, apprezzato. E uno sport che se praticato non se ne può fare a meno» ha commentato la nuova guida tecnica.

«La nazionale maschile sta iniziando a dare buoni risultati a livello internazionale, cosa impensabile fino ad un anno fa quando era relegata alle ultime posizioni. Il movimento si sta rimettendo in moto con sempre maggior interesse» ha aggiunto ancora.

In questo periodo si parla molto di sport femminile.

«Per quanto riguarda la pallamano femminile in serie A2, ci sono tre gironi, con 12 squadre. Anche qui ci sono delle difficoltà in termini di società. La femminile è molto difficile da gestire, le atlete non hanno grossi sbocchi successivi al dopo carriera sportiva, succede anche nel calcio nonostante la maggiore visibilità. Finito il periodo sportivo non c’è una continuità lavorativa, vale in tutti gli sport ma da noi è una situazione più accentuata.»

«La nostra fortuna è che lavorando in città universitarie è più facile costruire delle squadre più competitive, in quei tre quattro cinque anni si riescono a fare buone performance a tutti gli effetti. Di conseguenza, a livello femminile, lo sviluppo vero e proprio avviene – a parte per Oderzo – vicino ai grossi centro universitari come Verona, Teramo, Bressanone.»

Come si è sviluppato il tuo arrivo all’Olimpica? 

«Ho iniziato anni fa allenando una squadra femminile di serie C per sei anni, a Conegliano, che si confrontava con Friuli e Veneto. C’erano tante piccole società e il confronto era importante, sia a livello tecnico che societario. Poi ho proseguito con la maschile in serie B arrivando a sfiorare la promozione in A2, proseguendo per lo più in Veneto».

«Preferisco la femminile alla maschile – ha precisato De Toni – Per competere nella maschile bisogna essere atleti a tutti gli effetti, fisicamente, mentalmente e psicologicamente. La femminile è più tecnica, per cui bisogna lavorare molto di più sulla tecnica e sull’organizzazione del gioco, che è meno fisico ma per contro si vedono cose più belle»

«Qualche anno fa ho allenato Oderzo per due anni e mezzo, siamo arrivati secondi dopo il Mestrino che scendeva dalla A1. Quell’anno non c’erano due posti per accedere alla A1 e siamo rimasti esclusi – ha chiarito l’allenatore –  In quegli anni ho conosciuto Roberto Escanciano, all’epoca allenatore del Dossouono. Una persona squisita con cui mi sono trovato subito in sintonia sul modo di pensare, di organizzare, di fare. Ci sentivamo due o tre volte l’anno in occasione di partite vicine e abbiamo coltivato questa conoscenza. Ho conosciuto anche le ragazze e da qui credo sia arrivata la proposta del Dossobuono.»

«Anche se ci siamo scontrati qualche volta il rapporto è sempre rimasto buono. Mi fa piacere che mi abbiano cercato e che abbiamo superato le difficoltà relative alla distanza, non sono pochi i chilometri da Conegliano a Dossobuono. Qui ho trovato uno staff che mi da la possibilità di far bene, la qualità tecnica delle ragazze che hanno scelto di continuare questa avventura».

«L’importante – ha rimarcato De Toni – è che le ragazze si divertano, perché cosi si divertono il pubblico e le persone vicine, si crea entusiasmo e questo porta a fare cose belle. Non siamo professionisti, dobbiamo lavorare su queste basi».

«Per me Dossobuono è un po’ tornare a casa, mi da l’opportunità di riprendere il discorso interrotto due anni fa con Oderzo. Parto poi da una posizione di vantaggio perché conosco qualche ragazza di Dossobuono, so come ha lavorato Roberto negli otto anni in cui è rimasto lì, la qualità tecnica e mentale c’è, quindi per me è più facile. Belluno ha capito e mi ha dato la possibilità di accettare.  Vale molto il rapporto umano e la volontà di portare avanti uno sport poco conosciuto» ha spiegato in chiusura.

Quali obiettivi avete deciso per la prossima stagione?

«I gironi non sono ancora stati definiti perché l’iscrizione ai vari campionati è stata prorogata dalla Federazione di alcuni giorni. Il girone Nord prevedo che inizierà ai primi di ottobre. La mia idea è di iniziare gli allenamenti intorno al 22 di agosto, anche se dipende dal caldo. Gli obiettivi verranno definiti mano a mano valutando le reazioni delle ragazze, ne abbiamo già parlato col presidente

«Dobbiamo compattare l’ambiente un po’ deluso dal passaggio dalla A1 alla A2, ma credo che saremo sicuramente tra le prime della classifica, questo lo dico senza augurarmi far male – ha detto De Toni – Se saremo bravi faremo il salto di qualità».