Il ChievoVerona insieme alla Fortitudo Mozzecane. Le due società hanno raggiunto nei giorni scorsi l’accordo per la nascita di una società unica, con entrambi i marchi, dopo il distacco della squadra del presidente Luca Campedelli dal Valpo e la rinuncia alla Serie A.

«È un traguardo inseguito da molto tempo, da tempi non sospetti quando la Federazione non aveva ancora emesso obblighi per le squadre professionistiche di avere anche il calcio femminile – ha detto il presidente della Fortitudo Giuseppe Boni –  circa 15 anni fa ho cominciato a prendere contatti con Luca Campedelli per vedere le possibilità di fare qualcosa di simile. Purtroppo non se n’é mai fatto niente, per vari motivi».

«Chiaramente ho continuato ad inseguire anche di recente questa possibilità – ha proseguito Boni – fino a quando siamo stati contattati dal Chievo, Siamo felici di cogliere questa occasione, il bello e il difficile cominciano adesso, dovremo essere bravi tutti noi  a fare sempre più e meglio per mantenere fede agli impegni presi. Anche il Chievo dovrà fare la sua parte perché questo fidanzamento possa andare a buon fine.»

Alla domanda sui fattori che hanno portato all’intesa, il presidente ha risposto: «C’era un interesse comune: il Chievo non aveva mai nascosto il suo interesse per il calcio femminile, a noi interessava avere un aggancio con un club professionistico, non è stato difficile trovare un punto d’intesa».

«Cercheremo di ripeterci e se possibile di migliorare quanto fatto lo scorso anno, ma chiaramente non sarà facile perché il livello delle avversarie si alzerà sempre di più. Quindi riuscire a far bene sarà difficile. Stiamo cercando con passione, attenzione, equilibrio di formare una squadra competitiva e di mettere a disposizione di uno staff giovane, promettente e motivato una rosa valida. Noi comunque ce la metteremo tutta per fare bene» ha concluso Boni.

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