Special Olympics, ASD Pindemonte: «Da cinque anni ci mettiamo in gioco a livello nazionale»

Gli atleti di ASD Pindemonte gareggiano nei circuiti Special Olympics e in quello federale. Un progetto nato grazie all'amicizia tra l'allenatore Nicola e il capitano della squadra, Enrico.

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Nicola Tagliapietra, giovane laureato in Scienze Motorie, ha fondato pochi anni fa un progetto di atletica dedicato a persone con disabilità intellettive e relazionali presso la società ASD Pindemonte Atletica Verona. La genesi del progetto Special Olympics, dal nome dell’organizzazione che ha permesso inizialmente agli atleti di gareggiare a livello agonistico, è frutto della profonda amicizia tra Nicola e Enrico, oggi capitano della squadra.

«Il contributo della società Pindemonte è stato importantissimo – spiega Vittorio Bertani, papà di Enrico e referente del progetto per ASD Pindemonte – perché ci ha permesso di ufficializzare un progetto che io e Nicola avevamo in mente da tempo. Il presidente Paiola ci ha accolto a braccia aperte e continua a sostenerci ogni giorno. È grazie alla società che siamo riusciti a iscriverci alla Fisdir, la Federazione Sportiva Paralimpica».

Sì, perché oggi gli atleti di ASD Pindemonte non gareggiano più soltanto nel circuito Special Olympics, ma anche nelle competizioni federali a livello regionale e nazionale: «Abbiamo voluto lavorare su questo canale parallelo, più competitivo, perché il nostro obiettivo non è solo allenare, ma farlo in funzione di gare e di tempi. È un progetto per atleti: naturalmente i ragazzi sviluppano autonomia relazionale, capacità di stare in gruppo, ma sono giovani che vogliono mettersi in gioco nelle competizioni» precisa ancora Vittorio Bertani.

Oggi la squadra di ASD Pindemonte conta 7 atleti, allenati da Nicola tre volte alla settimana: i ragazzi hanno il solletico sotto ai piedi, le competizioni sono ferme e loro non vedono l’ora di ricominciare a correre verso nuovi traguardi.

L’allenatore Nicola Tagliapietra è intervenuto ai microfoni di Verona Network per raccontarci il progetto Special Olympics.

Cos’è Special Olympics?

«Special Olympics è un ente di promozione sportiva, dedicato a persone con disabilità cognitiva e relazionale. Non è associato al Comitato Paraolimpico, è una realtà a parte. Ci affidiamo a questa organizzazione da ormai 5 anni, che ci permette di metterci in gioco a livello nazionale e chi sa, speriamo un giorno anche mondiale».

Com’è nato il progetto con ASD Pindemonte Atletica Verona?

«Il progetto nasce grazie all’amicizia con Enrico, uno degli atleti. Ci conosciamo da una vita, anni fa suo padre mi ha chiesto di seguirlo per aiutarlo in un percorso di dimagrimento. Da lì è nata una passione reciproca: a me piaceva allenarlo, lui ha scoperto la passione per la corsa. Così abbiamo deciso di metterci in gioco e provare a allenarci con l’idea di competere in discipline di corsa. Ci siamo quindi affidati alla società Pindemonte, che ha accolto il nostro progetto: per i primi due anni eravamo solo io e Enrico, abbiamo gareggiato con Special Olympics sia a livello regionale che nazionale. Dal terzo anno abbiamo deciso di promuovere la squadra e ci siamo allargati: oggi siamo in 7 atleti e ci alleniamo tre volte a settimana».

Siete riusciti a dare continuità agli allenamenti nonostante le restrizioni causa Covid?

«Si vive un po’ alla giornata, quando si scopre di essere in zona rossa bisogna tirar giù il decreto, capire cosa si può fare e cosa no. Fortunatamente siamo riusciti a dare continuità agli allenamenti, la grande pecca sono le competizioni, che sono ferme. Ci mancano molto, perché sono di grande stimolo motivazionale sia per me che per i ragazzi».

Ci sono competizioni già segnate sul calendario?

«Al momento il circuito Special Olympics è fermo. Il circuito paraolimpico invece è attivo: c’è in progetto una trasferta a Nuoro in settembre per i campionati nazionali. Vedremo a settembre se sarà possibile andare. Noi non vediamo l’ora».