Setti: «La tifoseria dell’Hellas è cambiata, non ci sono frange violente»
«Quando sono arrivato al Verona dodici anni fa, nel 2012, come società ricevevamo centinaia di migliaia di euro di multe per scoppi di petardi e disordini durante le partite, oggi non è più così, non riceviamo più sanzioni, se non in qualche caso davvero irrisorio, sintomo che la nostra tifoseria è profondamente cambiata in questi anni».
Parole del presidente dell’Hellas Verona Maurizio Setti che stamane è intervenuto a Palazzo Giuliari, sede istituzionale dell’Università di Verona, per presentare a fianco del Magnifico Rettore Pier Francesco Nocini e al Questore di Verona Rosaria Amato il “Protocollo di intesa per la sicurezza negli stadi” siglato proprio dalla società gialloblù con l’Ateneo scaligero, per formare in sede del Dipartimento di Scienze Giuridiche, futuri professionisti della sicurezza negli stadi.

Setti ha voluto rispondere a un giovane cronista di Fuori Aula Network, radio universitaria, che aveva chiesto se i futuri steward possano fungere anche da ambasciatori dei valori dello sport sano, anche all’interno di un contesto, quello del tifo veronese, in cui «ci sono delle piccole frange di persone aggressive».
«Non è così, – ha risposto il presidente del Verona – come dicevo, il nostro tifo è sano, e dirò di più: quando le altre squadre vengono a giocare al Bentegodi, le loro tifoserie vengono accolte benissimo, non succede altrettanto quando i nostri tifosi vanno in alcuni stadi d’Italia».
«Vorrei fosse messo da parte definitivamente questo luogo comune che vede il Verona avere una delle tifoserie più aggressive o violente del calcio italiano. Ripeto, non è affatto così» ha concluso Setti.
Il presidente non ha voluto rilasciare dichiarazione alla stampa in merito a una possibile cessione del club.
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