Scuole sci, Marco Ballini racconta un inverno vissuto tra chiusure e illusioni

Il responsabile di Edelweiss Sci Club parla delle difficoltà dovute alle continue proroghe sulle riaperture degli impianti.

Marco Ballini è responsabile di Edelweiss Sci Club, associazione sportiva che da più di 50 anni insegna ai veronesi lo sci alpino, dai primi passi fino alla preparazione agonistica. Un impegno, una vocazione, che ha avuto il suo primo stop forzato in questo disastroso inverno, con gli impianti sciistici rimasti chiusi dopo le continue proroghe governative. Ecco il racconto di Marco Ballini, tra le delusioni della stagione che giunge al termine e le speranze per un futuro più roseo.

Marco, cos’è Edelweiss e quali sono i suoi programmi?

«Edelweiss è un’associazione sportiva nata nel 1953. Da quella data non ha mai smesso di insegnare lo sci, in tutte le sue forme, ma soprattutto lo sci alpino: dai bimbi di 4 anni fino agli adolescenti di 18, nella speranza che i nostri ragazzi si appassionino allo sport e diventino professionisti della montagna, maestri di sci, in un’ottica di continuità che per noi è fondamentale. Negli ultimi anni abbiamo aperto le porte anche a progetti che usano lo sci come strumento a favore dell’integrazione di ragazzi speciali, come li chiamiamo noi: giovani con disabilità sia fisiche che cognitive. Questo è il nostro progetto EMMA.
Quindi si, lo sci è il nostro pane quotidiano, da sempre».

All’insegnamento della disciplina sportiva è importante affiancare anche un lato di educazione ambientale e alla montagna?

«Si, noi ci crediamo molto. La nostra missione è quella di far appassionare alla montagna attraverso lo sci alpino. Insegnare quindi a vivere un’ambiente che riteniamo essere molto sano, molto utile per la salute. Un contesto molto bello da vivere».

Gli impianti quest’inverno sono rimasti chiusi. Come commenti le tempistiche e le modalità con cui sono state prese le decisioni? E in generale, in che stato versa il comparto dello sci e del turismo invernale?

«Innanzitutto ringrazio quelle poche località vicino a Verona, San Valentino e Folgaria, che hanno concesso l’apertura di alcuni impianti per gli allenamenti delle squadre agonistiche. Una decisione che ha salvato l’inverno a questi ragazzi che altrimenti avrebbero dovuto rinunciare alla loro attività sportiva principale.

Per quanto riguarda il resto, l’avviamento allo sci e lo sci amatoriale, è stato un vero disastro. Abbiamo dovuto bloccare tutte le attività, il tutto condito dal fatto che ci siamo preparati più volte per partire, ma il giorno precedente l’apertura promessa di fatto arrivavano sempre notizie di proroghe di chiusura. Questo continuo illudersi è stato veramente difficile da un punto di vista psicologico, tragico dal punto di vista economico. Il comparto turistico invernale ha vissuto di speranze per tutto l’inverno, speranze poi puntualmente disilluse».

Si sono appena conclusi i Mondiali di Sci Alpino di Cortina, che si prepara ora con Milano a ospitare le Olimpiadi Invernali del 2026. Questo significa che il settore è forte, florido e speranzoso per il futuro. Quali sono le prospettive di Edelweiss Sci Club nei prossimi anni?

«Il futuro è roseo, assolutamente. I mondiali appena conclusi, le Olimpiadi che verranno con la cerimonia di chiusura prevista in Arena di Verona, stanno creando un forte entusiasmo nel nostro ambiente. Per quanto riguarda noi, abbiamo alcuni atleti veramente molto forti, l’obiettivo è magari riuscire a portare qualcuno dei nostri ragazzi e ragazze a Cortina. Ma tocco ferro.

L’obiettivo generale resta quello di continuare a proporre un’attività in cui crediamo molto, nella speranza che sia chi arriverà a Cortina, sia chi non andrà, possa vivere un’esperienza positiva, di crescita e di autostima, attraverso i nostri maestri e attraverso lo sport».