Scaligera: Severini e Prandin tra studio e sport

Nel secondo webinar organizzato da Scaligera Basket ed Esu di Verona, Giovanni Severini e Roberto Prandin hanno portato la propria esperienza su come sport e studio possono essere portati avanti contemporaneamente.

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Nel secondo webinar organizzato da Scaligera Basket ed Esu di Verona, Giovanni Severini e Roberto Prandin hanno portato la propria esperienza su come sport e studio possono essere portati avanti contemporaneamente.

Sport e studio, insieme si può”, è stato l’appuntamento che martedì pomeriggio ha permesso ai ragazzi iscritti all’Università di Verona di approfondire alcuni argomenti con i giocatori della Tezenis, entrambi laureati.

Dalla laurea in lettere moderne di Severini, che ora sta affrontando il percorso magistrale il filologia moderna, a quella in Ingegneria informatica dell’automazione con master in ingegneria clinica di Prandin, i due giocatori si sono raccontati a 360 gradi spiegando come sono riusciti ad integrare studio e lo sport di alto livello.

ðDa un punto di vista mentale si tratta di due attività molto impegnative, conciliarle a volte diventa difficile – ha spiegato Severini – D’altra parte c’è un aspetto dello studio che permette di recuperare energie mentali che altrimenti andrebbero sprecate. Il fatto di doversi concentrare su altro rispetto agli allenamenti in alcuni momenti della giornata, permette di evitare di pensare solamente alla pallacanestro giocata che è un rischio del nostro mestiere».

«Prendere il ritmo è fondamentale – ha proseguito Prandin – Anche a me lo studio è servito molto per incanalare le energie mentali evitando di focalizzarsi sempre sulla pallacanestro, questo, a mio avviso aiuta moltissimo».

Severini, poi, ha cercato di trovare dei punti di contatto tra lo sport e lo studio. «Credo che per entrambe le aree, a fare la differenza sia la mentalità. Ci deve essere uno spirito di sacrificio molto elevato. L’università, a mio avviso, consente di avere un’apertura dello sguardo che ti aiuta a non focalizzarti troppo sulla pallacanestro. Nel nostro lavoro può capitare di passare le settimane senza vincere una partita, in questi momenti avere qualcosa che ti permette di pensare ad altro aiuta».

Anche per Prandin l’aspetto mentale è sicuramente una componente importantissime nella gestione delle attività: «La carriera dello sportivo professionista è strana perché dura un periodo limitato di tempo. A me è sempre sembrato di poter vivere due vite: una da giocatore e una seconda futura. La mentalità sicuramente accomuna le due cose: il basket ti aiuta nella mentalità da tenere anche nello studio e viceversa. È un aspetto che si può applicare a tutti gli sport, soprattutto quelli di squadra perché insegnano disciplina e appartenenza ad un gruppo».