Riccardo Rossi, il nuovo che avanza

Il numero uno classe 1999 sta brillando in una stagione opaca per il suo collettivo. «L'infortunio mi ha reso più forte, daremo il 100% fino alla fine».

Dopo una tempesta arriva sempre il sereno. Per il Villafranca Calcio il 2020 è stato un uragano che ha fortemente indebolito le certezze sedimentate in mesi di duro lavoro. Certo, la situazione al giro di boa non appariva sfavillante, ma il nuovo anno ha portato in dote ben sei sconfitte che hanno incupito l’animo di uno spogliatoio inevitabilmente condizionato dalle note vicende extra campo legate al proprio Presidente. 

Nonostante l’ultima posizione solitaria in graduatoria non tutto è ancora perduto: le speranze salvezza del Villa viaggiano nelle parole del giovane portiere Riccardo Rossi. «Stiamo vivendo un momento complicato – commenta l’estremo difensore classe 1999 – ci alleniamo sempre al massimo delle nostre possibilità, ma la domenica non raccogliamo quanto seminiamo. Non vinciamo da tanto, troppo tempo e si sa che nel calcio senza i tre punti è difficile andare lontano. Il ritorno di mister Arioli deve rappresentare per noi una scossa: abbiamo il dovere di provarci fino in fondo perché comunque le occasioni per risalire la china ci sono ancora. Sto osservando un torneo molto più livellato rispetto a quello lombardo nel quale le prime della classe sono davvero di un altro pianeta. In questo girone C invece l’ultima può tranquillamente conquistare bottino pieno contro la prima e la riprova sta nel fatto che noi contro il Campodarsego abbiamo pareggiato, meritando però ampiamente di mettere le mani sull’intera posta in palio». 

Nonostante la giovane età, Rossi si sta rivelando un sicuro guardiano del castello. Ciò che è oggi, Riccardo lo deve ad un costante processo di crescita. «Sono riuscito a trovare continuità dopo due stagioni nelle quali per diverse ragioni ho giocato poco – prosegue – due anni fa ho vinto il campionato con la Virtus di Fresco, ma non sono mai sceso in campo, lo scorso campionato invece è stato caratterizzato dal terribile infortunio che ho subito l’11 ottobre 2018 a Caronno. Durante un’uscita bassa ebbi una collisione con un giocatore avversario, provai un dolore incredibile, prima di accorgermi che avevo la mandibola sezionata in più parti». 

La paura però non ha mai scalfito il suo animo. «Devo ringraziare il lavoro straordinario posto in essere dall’equipe di maxillo-facciale di Verona, uno dei migliori centri a livello mondiale. Sto completando una cura finalizzata alla ricrescita della radice dentale, ma non avverto per fortuna più fastidio. Nonostante il tanto dolore patito non ho mai nutrito dubbi circa il mio rientro sul campo di gioco». 

Il futuro per il giocatore castellano corre nel presente. «L’ambizione di ogni calciatore deve essere quella di arrivare più in alto possibile – chiude – quindi sì, mi piacerebbe moltissimo confrontarmi coi professionisti. Per farlo è indispensabile però un continuo miglioramento, giorno dopo giorno: quello che sarà di me il prossimo anno dipende anche e soprattutto da questi ultimi mesi di calcio. Come detto in precedenza, daremo il massimo fino alla fine».