NBV, Venturi: «Speriamo di iniziare presto una nuova fase senza Covid»

Il direttore generale di New BluVolley Verona, Fabio Venturi, è intervenuto stamattina su Radio Adige Tv per parlarci della squadra e di come sta la società dopo aver affrontato la pandemia, che nei mesi scorsi ha messo al tappeto ben otto giocatori.

La NBV Verona dal 2001 ha conquistato pian piano le tappe fino ad arrivare nella massima serie. In questi mesi la società ha sofferto, come tutto il mondo sportivo, il protrarsi dell’emergenza Covid, soprattutto dal punto di vista dei contagi tra i giocatori e anche delle partite rimandate. Ora la situazione sembra aver trovato un equilibrio e i ragazzi di coach Stoytchev si stanno preparando proprio in queste ore a una serie di sfide che li vedranno protagonisti insieme a Modena, Padova e Monza. Il prossimo appuntamento, lo ricordiamo, è proprio stasera all’AGSM Forum contro Modena. A parlarci della squadra è stato il direttore generale di NBV, Fabio Venturi.

Fabio, tu sei diventato direttore generale della società praticamente un anno fa il 27 gennaio 2020. Cosa ti ha portato ad accettare questo incarico?

«Ho iniziato e poi il 6 marzo è iniziato il lockdown. Con la presidenza ci si conosceva da tanto tempo e mi hanno chiesto la disponibilità di coprire questo ruolo, perchè c’era bisogno di risolvere alcune criticità e poi ci siamo trovati in questa situazione complessa per lo sport e l’economia a causa della pandemia. C’è un rapporto umano e personale con il presidente e i soci, perchè quando ero in Agsm li conoscevo in versione sponsor e devo dire che avevo visto un bellissimo lavoro fatto dalla pallavolo veronese. C’è la volontà di procedere con un nuovo passo e abbiamo cercato di impostarlo anche se con dei rallentamenti dovuti al Covid».

Ad aprile il campionato si è fermato definitivamente ed è ripreso a settembre con la nuova stagione. Come si è organizzata la società con il Covid per gli allenamenti e le partite? 

«Gli atleti e lo staff hanno un regolamento interno per il quale possono giocare e basta: non si possono avere rapporti con l’esterno se non con i famigliari stretti. Tutte le settimane siamo poi sottoposti a tamponi molecolari e se ci sono situazioni a rischio vengono fatti anche i test rapidi: c’è stata una settimana a ottobre dove siamo stati costretti a farne addirittura quattro in una settimana perchè c’erano dei positivi in squadra. Siamo stati fermi per 20 giorni perchè avevamo quattro atleti e qualcuno dello staff malati e poi pian piano sono rientrati tutti. L’unico che non è rientrato è stato Kimerov, che abbiamo visto giocare pochissimo, dato che era arrivato all’inizio del campionato, ha avuto il covid e ha avuto un’embolia polmonare. Questa situazione ha portato al suo rientro in Russia, dove dovrà restare almeno sei mesi per recuperare. È difficile perchè adesso abbiamo un uomo in meno, ma gli siamo tutti vicini. È difficile anche vedere il palazzetto vuoto: stasera giocheremo contro il Modena, che è storicamente una partita sentita dai veronesi e sarà a porte chiuse. Potete capire che anche per i ragazzi sarebbe importante avere un po’ di calore ed entusiasmo dei tifosi. Già comunque giocare e stare bene è un passo avanti».

Cosa vi aspettate da questo campionato 2020-2021?

«Da una parte speriamo che il campionato finisca in fretta, perchè non possiamo costruire nulla nonostante avessimo in mente tanti progetti con i tifosi e gli sponsor. Stasera ci aspettiamo una bella partita e poi si passa ai playoff, anche se vedremo con che piazzamento. Speriamo si possa tornare a sorridere con il pubblico. Noi siamo carichi».