Mercato Hellas, Sogliano: «Migliorata la forza economica del Club»

Parla il ds Sogliano: «È difficile forse da accettare la vendita di Ngonge, ma trovo anche un senso di orgoglio nell'aver risolto gran parte delle nostre problematiche finanziarie con un ragazzo arrivato qui lo scorso anno da sconosciuto».

Sean Sogliano
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Le dichiarazioni del Direttore Sportivo dell’Hellas Verona Sean Sogliano, rilasciate nella conferenza stampa tenutasi oggi, giovedì 8 febbraio.

Direttore, da quale nuovo arrivato si aspetta di più? Chi può essere il nuovo Ngonge o il nuovo Duda?

“Vorrei iniziare facendo una precisazione. Noi abbiamo cercato di fare delle valutazioni e di portare qui dei ragazzi che, per la maggior parte, devono ancora esplodere e farsi conoscere, nonostante abbiano già avuto esperienza in categorie importanti, anche i più giovani. Sono venuti tutti con grande entusiasmo. Sono giocatori che si nota da come si allenano quanta voglia hanno di farsi conoscere dai nostri tifosi. Abbiamo preso calciatori che corrispondono alla linea sposata dalla società: sostituire chi è uscito con giocatori dalle caratteristiche differenti, soprattutto dal punto di vista degli ingaggi. In questo momento il Club non ha agito con mezze misure, ma ha preso una linea precisa. Abbiamo inserito ragazzi giovani che hanno entusiasmo, e penso che alcuni di loro faranno vedere che questa squadra può lottare fino alla fine. Non voglio fare un nome in particolare per non levare importanza a nessuno, perché tutti la hanno. Molti hanno già calcato palcoscenici importanti, come Swiderski e Vinagre, poi ci sono anche giovani che in futuro secondo me ci daranno soddisfazioni”.

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Esiste già un piano per un’eventuale Serie B?

“La linea presa dalla società è stata quella di voler sistemare e migliorare la forza economica del Club. Le vendite hanno dato solidità al Verona. Quando un Club è sano e solido, cade in piedi qualsiasi cosa succeda, questa è stata la priorità. Le prestazioni delle ultime partite dimostrano che non ci siamo arresi e non abbiamo alzato bandiera bianca. La classifica dice che abbiamo delle difficoltà, ma anche che mancano ancora tante partite. Siamo una squadra che lotterà fino alla fine, come l’anno scorso, fino all’ultima giornata per fare un’altra grande impresa. Le cessioni sono state fatte anche perché i giocatori che devono rimanere qui non devono avere voglia di andare via, soprattutto quando si lotta per la salvezza. Il gruppo vincente è quello che nasce quando i calciatori come priorità hanno quella di salvare la propria squadra. Forse il giocatore che più voleva restare era Ngonge, che voleva finire l’anno, ma come potete capire la sua è stata un’operazione impossibile da non portare avanti per entrambi, sia per il Club che per il ragazzo. Le altre uscite sono state quelle di ragazzi che hanno fatto la loro parte, ma che quest’anno avevano avuto un rendimento differente rispetto alla stagione scorsa. Stare nel mezzo non avrebbe giovato a nessuno. Chi voleva andare via è andato e i conti sono stati sistemati. Ora diamo forza a questi ragazzi, facciamo riscattare quella scintilla che possa aiutarci a fare più punti possibili”.

Cosa le ha detto il Presidente Setti prima dell’inizio del mercato? Qual era l’obiettivo da perseguire?

“Un obiettivo che in estate non è stato portato avanti, anche perché il mercato lo fanno le richieste. Non c’è da vergognarsi se una società prende coscienza della propria situazione economica e deve migliorarla per evitare problemi futuri. Abbiamo rifiutato altre due o tre offerte per alcuni nostri giocatori, perché quando abbiamo raggiunto l’equilibrio necessario ci siamo fermati. È difficile forse da accettare la vendita di Ngonge, ma sinceramente trovo anche un senso di orgoglio nell’aver risolto gran parte delle nostre problematiche finanziarie con un ragazzo arrivato qui lo scorso anno da sconosciuto. Il Presidente mi ha detto chiaramente che avremmo dovuto rientrare nei costi sostenuti nel passato. La situazione attuale è figlia di due o tre anni in cui sono state fatte spese eccessive per la società. Abbiamo venduto dei calciatori e li abbiamo sostituiti con dei ragazzi giovani, ma non con giocatori inferiori a quelli che sono andati via. Bisognerà vedere ora che impatto avranno in questa situazione, non è semplice arrivare a campionato in corso. Dovranno dimostrare il loro valore, ed è una bella sfida essere ancora qui a dire ‘proviamoci’. È un grande orgoglio e una sfida che dobbiamo avere la voglia di affrontare”.

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Sean Sogliano
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Manolas era un suo obiettivo?

“Siamo una società che deve dimostrare coerenza, soprattutto in questo momento. Manolas è un giocatore importante, che conosce la Serie A. Io ho parlato con lui, ma per la coerenza che dobbiamo avere in questo momento non possiamo permetterci un ingaggio come il suo, soprattutto perché abbiamo lasciato uscire giocatori con determinati contratti per noi non sostenibili. Ci abbiamo parlato e gli abbiamo fatto una proposta, senza perdere però la nostra coerenza, non avrebbe avuto senso, non sarebbe rientrato nei nostri parametri. È andato in una società che evidentemente può permettersi ingaggi diversi”.

Ora l’Hellas ha la sicurezza economica necessaria per continuare ad esistere?

“Credo che questa domanda andrebbe fatta al Presidente o al Direttore Generale. Posso dire che quello che abbiamo fatto ha dato una grande mano al Club. Penso però che la società debba continuare a ragionare in un certo modo, una finestra di mercato non può risolvere eternamente certe questioni. Bisogna sposare una linea, la linea ad esempio che avevo qui in passato: prendere ragazzi che ci hanno dato tanto ma che non avevano ingaggi esagerati, giocatori che vengono da percorsi diversi. Salvo due ‘crack’ come Toni e Iturbe, che lo è diventato con noi, noi abbiamo fatto la Serie A sputando l’anima in ogni partita, che è quello che dovremo fare anche oggi. Sarà molto dura, ma non vuol dire che non ci toglieremo delle soddisfazioni”.

Perché questa rivoluzione non è stata fatta in estate?

“Probabilmente ci sono state delle dinamiche che presupponevano l’entrata di un gruppo o di un socio per il Presidente, una situazione che potesse cambiare in breve tempo, cosa che poi non è successa. Le cose poi sono andate in maniera diversa. Il fatto che il Verona è stato al centro del mercato di gennaio presuppone però che le offerte siano arrivate adesso e non in estate. Solo Hien aveva delle offerte che abbiamo rifiutato l’ultimo giorno di mercato. Non era possibile accettare un’offerta dell’ultima ora, anche se quando un giocatore ha delle offerte deve andare. Con il senno di poi avremmo dovuto ragionare diversamente e venderlo subito, anche per il rendimento che ha avuto poi”.

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Quanto è stato difficile per lei questo mercato?

“Con alcuni giocatori quando abbiamo ricevuto delle offerte abbiamo pensato che era giusto lasciarli andare. Se si ragiona in maniera emotiva esiste il rischio di lasciarsi prendere, mentre quando ragioni in maniera analitica riesci a vedere anche quello che i calciatori ti stanno dando in quel momento. Bisognava anche analizzare il contributo che stavano dando durante l’anno. Su Ngonge, quando ci siamo resi conto che era un giocatore in uscita, lì un pochino ho traballato, perché oltre ai gol caratterialmente stava riuscendo sempre di più a prendere in mano il gruppo, gli altri lo vedevano anche come quello che poteva risolverti la partita, e quando è così diventi importante per il Club. La sua però era un’operazione che non si può rifiutare. Altri calciatori sono usciti, faranno bene dove sono andati, ma il loro è un rendimento più facilmente sostituibile”.

Qual è la situazione di Henry e Bonazzoli che sono rimasti?

“Henry è un giocatore che viene da un infortunio pesante, da un’annata difficile, nonostante abbia fatto tre gol quest’anno. Lui ha affrontato un crociato complicato, ha degli alti e bassi fisici, ci sono momenti in cui è pronto per giocare e altri in cui non lo è, situazione normale nell’anno post infortunio. C’è stata la possibilità per lui di andare in Belgio, e i suoi agenti volevano che lui andasse. Non è successo perché non era possibile andare all’estero in prestito, avevamo esaurito gli slot, l’unica soluzione era che andasse in maniera definitiva. L’ultimo giorno ha avuto la possibilità di andare a Salerno ma a questo abbiamo detto no. Ho parlato con lui, deve rimboccarsi le maniche. È un bravo ragazzo, molto sensibile, a volte forse anche troppo, ma è uno degli attaccanti che abbiamo e che deve segnare per noi. Bonazzoli è un ragazzo che ha una testa particolare. Per me è un bravo ragazzo, ma vive con se stesso una situazione complicata. Sicuramente sta giocando poco, penso che la chiusura del mercato sia una manna dal cielo per lui. Ora può pensare solamente ad allenarsi dando il massimo per riuscire a giocare oppure ad allenarsi male per andare via tra cinque mesi. Spero che scelga la prima possibilità, ma questo dipende da lui”.

Considera il mercato chiuso?

“Mai dire mai, ormai c’è sempre qualche mercato ancora aperto. Io sono sereno perché penso che una volta presa una strada bisogna portarla avanti. Noi abbiamo fatto il massimo che potevamo. Dal punto di vista difensivo in questo momento abbiamo tre centrali più Cabal, che può giocare in quel ruolo, e giocando a quattro numericamente ci siamo. Penso che possa capitare di avere un’idea e di portarla avanti, ma può capitare anche che da qui alla fine del campionato possa esordire un giovane della Primavera. Noi monitoriamo tutto, ma l’importante è avere coerenza”.

La conferenza stampa di Sogliano

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