Mastini Verona, De Martin: «Il football è una metafora della vita»

Stamattina il vice presidente e co-fondatore dei Mastini di Verona Michele De Martin è intervenuto su Radio Adige Tv per parlare della storia della società e della squadra di football americano.

Il football americano, come testimonia il nome, non è tra gli sport più conosciuti e praticati in Italia. Come il rugby è uno sport di contatto in cui uscire dal campo ammaccati e, a volte, “spezzati” non è così raro. Eppure il football è affascinante, appassionante e questa stessa passione emerge nelle parole e di chi questa disciplina sportiva l’ha vissuta fino in fondo, l’ha amata e l’ha voluta trasmettere ad altri ragazzi. Questa è un po’ la storia degli AGSM Mastini Verona, la squadra allenata da Franco Bernardi che milita in A2 dal 2010 e che, da allora, ha un unico grande obiettivo: quello di arrivare in Serie A. Intanto a dare grandi soddisfazioni sono i ragazzi della squadra: cinque di loro, insieme al coach Bernardi, sono stati infatti convocati dalla nazionale nel weekend del 23 e 24 gennaio per riprendere i lavori in vista della Final Four del Campionato Europeo. A raccontarci la genesi della squadra e le soddisfazioni di questi anni è stato Michele De Martin, vice presidente e co-fondatore dei Mastini Verona.

«La passione per il football per la mia famiglia è iniziata negli anni ’80, quando mio padre ci portava a vedere le partite della prima squadra di Verona che era stata fondata in quegli anni. – ha spiegato Michele – Nel 1988 abbiamo iniziato a giocare sia io che mio fratello Simone, che è l’attuale presidente dei Mastini Verona e da lì la passione ha portato Simone a giocare in Nazionale: lui è stato medaglia di argento e bronzo per i campionati Europei. Quindi nel 2005 queste soddisfazioni ci hanno portato a fondare questa squadra che ha i colori della città e la scala sul casco».

«La Serie A è il sogno che abbiamo nel cassetto e che ogni anno cerchiamo di costruire tassello dopo tassello. Stiamo strutturando la squadra anno dopo anno sempre di più per cercare di avere uno staff di alto livello. Coach Franco Bernardi è a capo di uno staff di altissimo livello che sta lavorando in maniera importante per alzare il livello della squadra e puntare a quella che è la vittoria di questo campionato che ci proietterebbe in questa famosa serie A che sogniamo da tanto tempo».

Da cancellare l’ultima stagione, che a causa del Covid non è nemmeno iniziata :«È stato un anno incredibile: il 2020 ha stoppato il campionato a circa 48 ore dall’inizio per la pandemia e per tutte le precauzioni che il Governo stava iniziando a imporre a livello sportivo alle società. Quindi purtroppo la stagione è stata vanificata. – ha detto Michel – Tutto si è ripetuto nel periodo autunnale: la nostra squadra giovanile, la Mastini Academy, era pronta per il Campionato e ha dovuto bloccare il Campionato dal sabato alla domenica. Abbiamo comunque continuato ad allenarci fino a quando è stato possibile, ma avendo tanti giocatori che vengono da fuori provincia e da fuori regione abbiamo pensato che fosse meglio continuare il lavoro sul playbook e sugli schemi in remoto. Adesso speriamo nel giro di qualche settimana di poter iniziare a prepararci, dato che sembra che il Campionato venga spostato ad aprile».

Tanta la soddisfazione per i ragazzi convocati in Nazionale: «Questa è una prima convocazione per quello che è il lavoro che coach Giuliano, il coach della Nazionale italiana, sta cercando di fare, perchè dopo 20 la Nazionale è riuscita a guadagnarsi la Final Four del Campionato Europeo, ma c’è stato il blocco a causa del covid e anche di questa finale che si sarebbe dovuta giocare nell’agosto scorso. Ci sono 106 giocatore, di cui cinque nostri: Eduardo Gobbo, Alessio Antolini, Carlo Carminati, Manuel Savoia e Fabio Simioni. Coach Bernardi è “special team coordinator”, quindi fa parte dello staff della Nazionale da qualche anno, quindi è una grandissima soddisfazione».

«È uno sport che è metafora della vita: la sfida che è in ogni azione, prima che contro gli avversari è contro te stesso per il coraggio di mollare la palla all’ultimo, di correre quando c’è tutta la difesa che ti sta aspettando e devi mettere tutta la tua forza nelle gambe per guadagnare anche quella mezza yard. Sono emozioni indescrivibili: è uno sport che se lo provi non lo lasci più perchè ti entra nelle vene e ti dà una carica adrenalinica che è difficile trovare in altri sport di squadra».