L’Italia è fuori dai Mondiali per la terza volta (e Gravina traballa)

Redazione

| 01/04/2026
Quanta sofferenza nell'epilogo dell'Italia di Gennaro Gattuso. Fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva al termine di una gara complessa. Il Ct ha chiesto scusa agli italiani che, ora, vogliono le dimissioni di qualcuno più in alto di Gattuso: il Presidente della FIGC Gabriele Gravina.

A Zenica si è consumata un’altra notte amara per l’Italia. Doveva essere la partita della rinascita, ma si è trasformata nell’ennesimo capitolo di una crisi che ormai non può più essere definita episodica. Bosnia-Italia, finale playoff per il Mondiale 2026 giocata ieri sera, 31 marzo, consegna agli azzurri una verità durissima: niente Mondiale per la terza edizione consecutiva.

Per larghi tratti del primo tempo, la Nazionale di Gennaro Gattuso aveva dato l’impressione di poter indirizzare la gara. Il vantaggio firmato da Moise Kean al 15’ aveva acceso l’entusiasmo e fatto intravedere un epilogo diverso, quasi liberatorio. L’episodio che ha spezzato la partita è arrivato nel finale di primo tempo con l’espulsione di Alessandro Bastoni. Da quel momento gli azzurri restano in dieci uomini per oltre un’ora tra tempi regolamentari e supplementari, costretti a difendersi e a resistere.

Nella ripresa la Bosnia cresce, spinta dal pubblico dello Stadion Bilino Polje e dalla superiorità numerica. L’Italia si abbassa, prova a contenere, ma il peso della gara diventa sempre più evidente. Il pareggio arriva al 79’, con Haris Tabaković. Da lì in avanti è una lunga sofferenza italiana. I supplementari scorrono senza ulteriori reti. Si arriva così ai calci di rigore e questa volta non c’è storia. La Bosnia è perfetta. L’Italia, invece, crolla sotto il peso della pressione: gli errori decisivi di Pio Esposito e Bryan Cristante condannano gli azzurri.

Il commento del Ct Gattuso

Al termine della partita, un Gattuso in lacrime ha chiesto scusa al pubblico: «Penso che oggi i ragazzi non si meritavano una batosta così, per la prestazione, per l’impegno, per l’amore che ci hanno messo. Abbiamo fatto fatica, siamo rimasti in dieci, abbiamo avuto tre palle gol, facevano cross, facevano il solletico. Mi spiace, però questo è il calcio. Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Se uno oggi mi buca con qualcosa non esce niente, non esce sangue. Fa male, fa male, perché ci serviva per noi, per le nostre famiglie, per tutta l’Italia, per il nostro movimento. Una mazzata così è difficile da digerire».

La richiesta di dimissioni di Gravina

Sui social, nelle ultime ore, sono migliaia le richieste di dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina. A chiedere la sua “testa” sono anche alcuni politici veronesi, tra cui l’On. Matteo Gelmetti e l’On. Ciro Maschio: «Il calcio italiano ha bisogno di un cambio drastico, non di una mano di vernice – spiega Gelmetti -. Le dimissioni di Gabriele Gravina devono segnare la fine di una fase, ma devono soprattutto rappresentare l’inizio di una nuova visione. Perché oggi il calcio non è più solo sport: è industria, occupazione, filiera economica, attrattività internazionale. E le industrie del calcio non si gestiscono con logiche anni ’90. All’epoca bastavano passione, campioni e qualche intuizione. Oggi servono governance moderna, sostenibilità finanziaria, infrastrutture all’altezza e regole chiare per attrarre investimenti. Servono competenze manageriali, non equilibri di corrente. La Federazione Italiana Giuoco Calcio deve decidere cosa vuole essere: arbitro del sistema o motore di sviluppo. Gravina di sicuro non può essere parte attiva di questo nuovo sistema».

Più conciso Maschio, che sui social lancia un chiaro messaggio: «Vergogna!!! Tre mondiali di fila mancati! Un fallimento inaccettabile! Gravina deve dimettersi e sparire! Il sistema va rifondato completamente!».

La settimana prossima, intanto, è stato convocato un Consiglio Federale Straordinario per decidere le prossime mosse.

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