La Grande Sfida Onlus, il presidente Nicolis: «Inclusione prevede sempre un incontro con l’altro»

L'associazione La Grande Sfida Onlus coinvolge ogni anno più di 400 persone in oltre 40 attività sparse nella provincia veronese, per garantire a tutti il diritto allo sport.

Accessibilità, inclusione, integrazione. Il mondo delle disabilità vive cercando di portare alla ribalta queste parole. Quest’anno più che mai, tutto il settore ha dovuto rimboccarsi le maniche per proseguire la sua opera di inclusione e di integrazione nella comunità di persone con disabilità. Attraverso le arti, attraverso il gioco, soprattutto attraverso lo sport.

Nel territorio veronese esistono tante realtà impegnate per garantire a tutti un percorso sportivo, che porti ai partecipanti anche un benessere psico-fisico. Tra queste c’è sicuramente La Grande Sfida Onlus, associazione che da oltre trent’anni ha fatto dell’inclusione attraverso lo sport una vera e propria missione. Il presidente Roberto Nicolis è intervenuto questa mattina ai microfoni di Buongiorno Verona.

Cos’è La Grande Sfida Onlus e quando è nata?

«Per noi La Grande Sfida è sapersi incontrare, ciascuno nella sua meravigliosa e affascinante differenza. L’associazione è nata 31 anni fa con il desiderio di dare la possibilità a persone con disabilità psico-fisiche di svolgere attività sportiva adattata e ludica. Contemporaneamente l’obiettivo è sempre stato coinvolgere la comunità, in particolare i più giovani, per relazionarsi attraverso la passione per il gioco e per lo sport. Negli anni si è diffusa in tutto il territorio della provincia e attualmente coinvolge più di 430 persone in 40 attività sparse nel territorio.

Partendo dallo sport, siamo arrivati a prenderci cura di altri aspetti della vita delle persone: desideri profondi, come quello di poter lavorare, di poter avere degli affetti, di poter condividere momenti residenziali. Sono quindi nate altre iniziative per poter dare un contributo ad una comunità che sa accogliere e che sa includere.

Un pensiero su questo termine: inclusione inizia per “in”, come integrazione e come inserimento; tutte però hanno bisogno di un’altra parola che comincia per “in”, incontro. Dobbiamo prima imparare ad incontrarci: lo sport, così come la musica e le arti, favorisce quest’incontro. È da qui che nasce l’interesse per l’altro».

Quant’è importante creare questo tipo di incontro tra persone con disabilità e ragazzi normodotati?

«È fondamentale. Ogni anno coinvolgiamo più di 100 studenti in un percorso di alternanza scuola-lavoro, che fa nascere in molti la vocazione di potersi occupare di persone che hanno delle difficoltà. L’incontro è sempre uno scambio, non c’è una parte che assiste e l’altra che riceve solo passivamente. Il nostro vuole essere un incontro di reciprocità: anche le persone che manifestano delle disabilità, se messe nelle condizioni di poterlo fare, hanno qualcosa da dire e da dare. Cose importanti, essenziali, che a noi magari mancano: se pensiamo ad esempio a questo momento storico, la capacità di essere resilienti, di trasformare delle situazioni di evidente difficoltà in un’opportunità».

Per quanto riguarda questo periodo di emergenza sanitaria, come siete riusciti a dare continuità alle vostre iniziative?

«Invece che lamentarsi di tutti gli eventi che abbiamo dovuto cancellare, abbiamo iniziato da subito a produrre video e tutorial da poter condividere sui nostri canali. Abbiamo ricalendarizzato e proposto on-line tutte le date previste in presenza. In questo modo siamo riusciti a non perdere nessuna delle relazioni che avevamo instaurato, perché l’intenzione di incontrarsi è già incontro. Questo è un periodo in cui tutti sono tentati di rintanarsi nel privato, nell’autodifesa, ma in realtà da questa situazione ne possiamo uscire solamente insieme. Ecco perché quest’anno lo slogan de La Grande Sfida è “Noi speriamo“».

Avete in programma un grande evento internazionale on-line. Quando si farà?

«Se tutto va bene inizieremo l’11 settembre prossimo. Nelle settimane successive saremo presenti in alcuni paesi della provincia di Verona, nei quali ci focalizzeremo per una settimana. Non possiamo sapere come sarà da qui a settembre, ma intanto noi ci proviamo, programmiamo, con questa duplice strada in presenza – online. Dobbiamo essere pronti a rispondere presente in ogni caso».