Juventus, presentato Sarri: «Contento di essere qui»

Oggi la presentazione di Maurizio Sarri come nuovo allenatore della Juventus.

Maurizio Sarri

Maurizio Sarri si presenta nella sala Giovanni e Umberto Agnelli dell’Allianz Stadium in giacca e cravatta. «Sono molto contento di essere qui oggi», sono le sue prime parole da allenatore della Juventus.

«La Juve mi da l’opportunità di tornare in Italia, è il coronamento di una carriera lunghissima che nell’80% del percorso è stata anche difficilissima. Non ho mai visto una società tanto determinata a prendere un allenatore. L’emozione c’è ed è forte», ha aggiunto.

Su Cristiano Ronaldo

«Cristiano Ronaldo è un giocatore eccezionale. Detiene tutti i record, mi piacerebbe poter incidere su qualche altro suo record». Sarri parla così dell’attaccante portoghese, che trova alla Juventus.

«Vincere è l’unica cosa che conta»

«Vincere e divertirsi sono due cose che si possono coniugare, poi è difficile». Così Maurizio Sarri commenta il motto della Juventus «Vincere è l’unica cosa che conta».

«Sul vincere posso dire poco, perché ho vinto poco – ammette il neo allenatore bianconero -. Penso che l’obiettivo di divertirsi in campo non sia antitetico a quello di vincere, perché se una squadra si diverte in campo, e diverte il pubblico, acquista quell’entusiasmo che molto spesso è benzina per fare risultato».

Il rapporto con i tifosi del Napoli

«Se esco dal San Paolo so che se mi applaudono è una manifestazione d’amore, se mi fischiano è una manifestazione d’amore. Uscirò volendogli bene come prima, in un modo o in un altro». Così Sarri sul suo ritorno a Napoli da allenatore della Juventus.

L’abbigliamento

Il tecnico risponde poi a una domanda sull’abbigliamento che sceglierà ora che è alla guida della Juve: «La tuta in campo? Parlerò con la società, non lo abbiamo ancora fatto. Io preferirei non andare con la divisa sociale, chiaramente fuori dal campo indosserò la divisa sociale, c’è scritto nel contratto, in campo vediamo. L’importante è che a questa età non mi mandino nudo…».

Il razzismo

«Non posso cambiare il mio punto di vista sui cori razzisti solo perché ho cambiato società. L’Italia dovrebbe smetterla». Maurizio Sarri torna su una delle battaglie condotte quando era alla guida del Napoli, quella contro i cori razzisti o di discriminazione territoriale. «Sono una manifestazione di inferiorità netta rispetto a quello che si respira negli stadi europei – aggiunge -. Il Napoli è una delle squadre che subisce questo tipo di atteggiamenti e la mia idea è la stessa. E ora di finirla di restare 30-40 anni indietro rispetto all’Europa». (Ansa)

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