Italia-Israele, è la sera della verità: a Udine in palio i play-off
Redazione
Stavolta non c’è spazio per errori. Dopo il rocambolesco 5-4 dello scorso settembre a Debrecen, l’Italia torna ad affrontare Israele questa sera, martedì 14 ottobre, allo stadio “Friuli” di Udine (ore 20:45, diretta Rai 1). In palio c’è il secondo posto del Gruppo I, che vale l’accesso ai play-off.
Una vittoria consegnerebbe matematicamente agli Azzurri la qualificazione con due turni d’anticipo, ma anche un pareggio potrebbe bastare, lasciando all’Italia il compito di non perdere entrambe le sfide di novembre contro Moldova e Norvegia. Una sconfitta, invece, aprirebbe scenari più complessi e renderebbe decisivo l’ultimo match con la Norvegia a San Siro.
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Gattuso avverte: «Si gioca il tutto per tutto»
Dal ritiro di Udine, il CT Gennaro Gattuso non cerca giri di parole e chiede massima attenzione: «Sappiamo che non possiamo sbagliare, non possiamo commettere gli errori di un mese fa. Dobbiamo ancora raggiungere la qualificazione ai play-off. Dovremo fare attenzione, Israele si giocherà il tutto per tutto».
Il commissario tecnico analizza i punti di forza dell’avversario e torna sugli errori della gara d’andata: «Loro hanno qualità con i due attaccanti esterni e riescono ad avere superiorità numerica perché hanno giocatori bravi a saltare l’uomo. Un mese fa sono stati commessi errori di concetto, non pressavamo bene e c’erano troppi canali aperti. Dobbiamo migliorare su questo aspetto qui».
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Retegui c’è, Kean out
In attacco, Gattuso dovrà rinunciare a Moise Kean, uscito malconcio da Tallinn e oggi ufficialmente indisponibile per un problema alla caviglia destra. Confermato invece Mateo Retegui, a segno nelle ultime uscite.
«La scelta dei due attaccanti era dettata dal fatto che dovevamo fare gol: l’abbiamo studiata ed è venuta fuori per questo motivo qui – spiega Gattuso, che però sottolinea l’importanza della fase difensiva -. Avevo un solo dubbio: se saremmo riusciti a supportarne il peso in fase di non possesso. Loro si sono fatti trovare pronti, non solo Kean e Retegui ma anche Pio. Io non sono contento per i gol che stanno segnando, ma per il lavoro che stanno facendo: rincorrono sempre l’avversario, scalano costantemente e vanno sugli esterni».
Con due partite ancora da giocare dopo quella di stasera, la Nazionale ha il destino nelle proprie mani. Ma a Udine, davanti a uno stadio tutto esaurito, l’Italia è chiamata a non lasciare nulla al caso.
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