Hellas, ecco Zanetti: «Arrivo al Verona con tanta voglia e fame»

Nella stagione dei 40 anni dallo scudetto arriva a Verona Paolo Zanetti: «Dovremo avere una mentalità umile, fondata sul lavoro, sulle caratteristiche di questo Club».

Hellas Verona - presentazione Paolo Zanetti
Sogliano, Zanetti, Setti

Presentazione ufficiale oggi per il nuovo allenatore dell’Hellas Verona, Paolo Zanetti. La conferenza è iniziata con le parole del Direttore Sportivo Sean Sogliano: «Ci apprestiamo a iniziare un campionato nel quale dovremmo fare un lavoro importante, dimostrare ancora una volta che siamo delle persone e una società che si unisce alla gente di Verona per lottare e per far gioire i tifosi. Ciò che è stato importante nelle ultime due stagioni è stata la grande unione della squadra e della società con la tifoseria; la cosa più bella per un Presidente, per un Direttore e un allenatore. Siamo ancora qui sapendo che sarà un altro anno molto difficile: ogni anno il livello della competizione si alza sempre di più».

«Ci sono squadre e proprietà – ha continuato Sogliano – che si rinforzano sempre di più, quest’anno tre neopromosse come Parma, Como e Venezia sono proprietà straniere che hanno grandi possibilità economiche alle quali uniranno idee. Quest’anno dovremo fare un’altra impresa, e lo dico con la consapevolezza che ci contraddistingue, ma lotteremo partita dopo partita. Sono contento di presentarvi mister Zanetti: non è semplice per una società cambiare ancora allenatore, sarebbe più semplice dare continuità ai progetti, ma sono contento che abbia accettato la nostra proposta. Paolo ha grande motivazione, la trasmetterà, si è già reso conto di quanto sarà bello allenare il Verona anche nelle difficoltà. La nostra volontà è quella di arrivare alla fine con lacrime di gioia».

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Hellas Verona - presentazione Paolo Zanetti
Sogliano e Zanetti

Mister, come possiamo immaginare il suo Verona?

“Prima di tutto voglio ringraziare chi mi ha dato fiducia e la possibilità di assumere un ruolo così affascinante. Sono partito dal basso, sono uno che si è costruito attraverso il lavoro e otto anni fa quando ho iniziato non avrei mai immaginato di poter allenare il Verona, è una grande responsabilità. La società è stata chiara, sarà un percorso difficile e duro ma che potrà dare grandi soddisfazioni. Dovremo avere una mentalità umile, fondata sul lavoro, sulle caratteristiche di questo Club. Dobbiamo parlare di calcio, di tattiche e moduli, ma la prima cosa deve essere la mentalità. Dobbiamo creare un gruppo unito. Ieri ho conosciuto i ragazzi: siamo un gruppo multiculturale, abbiamo molto margine a livello comunicativo tra tutti noi, ma il linguaggio comune sarà il campo. Dovremo essere aggressivi, avere spirito di sacrificio, essere umili e dimostrare la passione di fare questo lavoro. Siamo dei privilegiati e non dobbiamo dimenticarlo mai. I miei ragazzi in campo devono avere questa mentalità, dietro abbiamo i nostri tifosi, un esercito che ama questa squadra. Prendo questo incarico con grande voglia e fame, finalmente si comincia”.

Questa sarà una stagione speciale per il Verona, si celebrano i 40 anni dallo Scudetto, in quella squadra c’è qualche figura che l’ha ispirata?

“Non ho vissuto lo Scudetto di persona, avevo solamente due anni all’epoca, ma da grande appassionato di calcio conosco la storia. Era una squadra di grandi giocatori, ma in questo caso mi sento di nominare il mister, figura che ricopre il mio ruolo oggi. Dico quindi Osvaldo Bagnoli, che con una squadra di campioni ha portato a termine un’impresa storica. Quella era una squadra di giocatori fortissimi, ma forse non erano i favoriti per il titolo, e in questo rivedo un po’ noi. Non so se noi saremo meglio dal punto di vista della qualità rispetto agli altri, ma non dovremo essere secondi a nessuno dal punto di vista del carattere e della mentalità”.

Hellas Verona - presentazione Paolo Zanetti
Sogliano e Zanetti

Si arriva da due stagioni di grande lotta con grandi soddisfazioni finali, qual è il suo punto di partenza?

“Credo che mister Baroni abbia fatto un qualcosa di straordinario insieme al grande lavoro del Direttore Sogliano, che ha dimostrato di saper portare dei giocatori che hanno fatto molto bene, anche meglio rispetto a chi era andato via. Vale la pena continuare su questa strada, ogni giocatore è al suo posto nel 4-2-3-1. Si costruirà la squadra su questo percorso già tracciato ma anche con delle modifiche, delle armi per cambiare i sistemi di gioco. Dovremo ragionare per principi di gioco e non per sistemi”.

In questo Verona che nasce dalle basi dell’anno scorso qual è l’impronta?

“I trequartisti sono importanti per qualsiasi squadra, il campo va coperto in tutte le sue zone. Ho dei principi importanti per me come il pressing, la conquista e la riconquista del pallone. Il possesso palla serve anche per spendere meno energia, compatibilmente con le qualità dei ragazzi e non deve essere fine a se stesso, a me piace un calcio verticale, dinamico, ma non voglio vedere giocatori che buttano via il pallone”.

Se Cabal dovesse essere ceduto si potrebbe provare a giocare anche a tre in difesa?

“In questo momento siamo in una fase primordiale dello sviluppo del nostro percorso. Il mercato incide con le opportunità che avremo in entrata. Io non ho fatto nomi, ho chiesto delle caratteristiche. Cercheremo di avere una certa flessibilità tattica. Arriverà Harroui, che può ricoprire più ruoli. Per i terzini cercheremo di prendere giocatori con caratteristiche diverse tra loro. Non sono attaccato a sistemi, solo a dei principi. Voglio avere un’identità ben chiara”.

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