Hellas, Cioffi si presenta: «Per me questa è una grande sfida»

Presentato questo pomeriggio il nuovo tecnico dei gialloblù Gabriele Cioffi. Per lui tanto entusiasmo e voglia di cominciare la stagione che prenderà il via domani con la partenza per il ritiro di Primiero.

«Per me è una grande sfida». Queste le prime parole del nuovo mister dei gialloblù Gabriele Cioffi. L’allenatore toscano dopo l’ottima esperienza sulla panchina dell’Udinese, giunge ora a Verona. In terra scaligera lo aspetta una stagione che, come aveva annunciato il direttore Francesco Marroccu nella presentazione di due settimane fa, sarà di transizione e avrà come obiettivo volare bassi ed essere concreti per raggiungere la salvezza e valorizzare i giovani. Il nuovo direttore sportivo definisce Cioffi come un predestinato, uno che ha il fuoco dentro, insomma l’uomo giusto per questo nuovo ciclo.

Un nuovo inizio sotto il segno della continuità

Umiltà, idee chiare ed intelligenza nella gestione dei momenti. Queste le chiavi che Gabriele Cioffi si promette di fabbricare per aprire le porte della salvezza. «Non mi discosterò dal DNA riscoperto da Juric negli anni passati. Una squadra aggressiva, di volontà e che giochi per vincere tutte le partite. Le idee base saranno quelle. Il mio obiettivo sarà eguagliare ciò che è stato fatto in questi ultimi tre anni. Voglio dare continuità al lavoro fatto dai miei due predecessori, ma pur sempre portando la mia identità calcistica. Così ha fatto Tudor; lui ha dato seguito al lavoro fatto da Juric , ma con le proprie idee. – Poi prosegue – Verona ha nella sua storia una genetica latente tirata fuori da grandi allenatori come Bagnoli, Prandelli, Mandorlini e infine lo stesso Juric. Verona è una piazza morbosa con la propria squadra, è la piazza giusta per me».

La squadra che verrà

Gli acquisti di Piccoli e Djuric hanno dato già un segnale importante agli addetti ai lavori. Due giocatori con fisici importanti e con una stazza di un certo peso e una certa altezza. Ma l’allenatore toscano mette in guardia sul concetto di fisicità: “Essere una squadra fisica non significa avere giocatori di un metro e novanta. Significa invece essere intensi, intelligenti, volenterosi e predisposta al sacrificio. Alti o bassi è uguale. Voglio una squadra che si sporchi, che venda cara la pelle quando entra in campo.”

Cioffi poi spiega il suo modo di vedere il termine intensità, una caratteristica che nelle ultime tre stagioni è stata l’emblema del Verona prima di Juric e poi di Tudor: «Porterò il mio concetto di intensità. Creeremo delle linee d’aggressione dalle quali andremo a prendere l’uomo. Da li si va forte uomo a uomo. A me piace un calcio propositivo, ma che dia equilibrio. Si va fare all-in in maniera calcolata. Sarà una squadra che continuerà a leggere lo spazio e pronta ad attaccarlo. Questi giocatori hanno dimostrato di avere un egoismo di gruppo difficilmente imitabile. Ogni giocatore ha trovato soddisfazione nel proprio ego, trovando soddisfazione nel noi. Da qui, dall’ingrediente vincente che ha portato Juirc, ripartirò».

Dal pianeta mondo a Verona

Gabriele Cioffi è un allenatore che ha passato tanto tempo fuori dall’Italia per formarsi come allenatore. Inghilterra, Australia, Emirati Arabi. In questi luoghi il tecnico toscano ha collaborato con molti club, fino poi tornare in Italia a Udine dove ha coadiuvato Luca Gotti come vice mister dei bianconeri. Delle sue esperienze all’estero Cioffi afferma orgogliosamente: «Quello che sono ora io come persona è frutto del percorso. Andare all’estero fu una scelta forzata, il telefono non squillava. Non sono un passivo. Ho salutato moglie e figli e sono partito. Mi ha formato tanto, mi ha aperto tanto la testa a livello umano e a livello calcistico. Ti confronti con mentalità diverse, approcci diversi, con modi differenti di risolvere le situazioni. Credo che questo percorso sia una delle chiavi che ha permesso a me e al mio staff di fare bene a Udine, una squadra dove da sempre si incrociano nazionalità, culture e mentalità provenienti da tutto il mondo. Tutto ha un perché insomma».

Una grande sfida

«La parola sfida credo sia fondamentale nello sport. Una sfida che chiedo di affrontare ai ragazzi quest’anno è che quanto fatto prima non basta. Ci vuole di più, più sacrificio e ancora più umiltà. Il termine sfida è il mio approccio nella vita. Tenere un matrimonio in piedi trent’anni, crescere due figli, vincere le partite perché se no ti fischiano e non puoi girare per strada, queste sono sfide».

Poi prosegue: «Adesso inizia una battaglia contro me stesso. Come ho sempre fatto. Come quando a sedici anni mi dicevano che non potevo giocare a calcio. Superare la rottura di tre crociati. Arrivare a debuttare in Serie A a trent’anni. Dire a mia mamma che io a lavorare non ci andavo perché volevo vivere di calcio. Insomma, è dentro di te la sfida».

In questo percorso Cioffi sarà accompagnato della sua squadra tecnica formata da Giampiero Pinzi (viceallenatore), Matteo Cioffi (supporto metodologico e per i lavori individuali), Antonio Bovenzi (preparatore atletico), Vincenzo Manzi (analisi dati fisici e specifiche sulla palestra) Enrico Iodice (analista) e Luca Diddi (secondo analista). Uno staff che Francesco Marroccu ha indicato essere di alto valore e che ha simpaticamente definito essere formato da «dei professionisti più bravi di Cioffi stesso.»

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