Hellas, Centonze: «Ho trovato un gruppo unito e concentrato»

Il nuovo difensore dell'Hellas Verona, Fabien Centonze, ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione della sua presentazione ufficiale.

Fabien Centonze Hellas Verona
Fabien Centonze

Le principali dichiarazioni del nuovo difensore dell’Hellas Verona, Fabien Centonze, rilasciate in occasione della sua presentazione ufficiale.

Fabien, ci racconti le tue prime settimane in gialloblù? 

I primi giorni sono andati alla grande, sono stato accolto molto bene. Anche se esiste una barriera linguistica ci sono comunque alcuni compagni francesi nel gruppo che mi hanno aiutato a integrarmi bene e a comprendere meglio le direttive e i valori del Club. Qui mi sento molto bene.

Hai già debuttato contro il Monza, come ti senti fisicamente? 

Mi sono sentito molto bene, sono contento di aver giocato i miei primi minuti con il Verona in Serie A. Dall’ultima volta che ho giocato con continuità è passato un po’ di tempo in Francia. In più c’è una grande differenza a livello fisico fra i due campionati, qui il ritmo è molto veloce e non c’è temo per riposarsi. Nelle prime fasi è stato un po’ complicato, successivamente è andata meglio e spero di continuare su questa strada.

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Quali sono le principali differenze tra la Serie A e la Ligue 1?

In Francia il gioco è più compassato, c’è più spazio quando hai il pallone tra i piedi, ci sono molti più tempi di gioco. Quando abbiamo giocato contro il Napoli ho capito che qui è tutto l’opposto. I giocatori vanno ai 200 all’ora, non hai tempo di riflettere con il pallone tra i piedi che hai già un avversario addosso. È tutto molto veloce e molto intenso, e questo mi ha sorpreso. Anche durante gli allenamenti è così, penso che siano i valori di questo campionato e ciò che caratterizza tutte le squadre. Penso che sul piano fisico impegnarsi in allenamento si rifletta enormemente in partita.

Sei arrivato insieme a un tuo connazionale come Reda Belahyane, vi conoscevate già o comunque vi eravate già affrontati? Che tipo di giocatore è? 

No, non lo conoscevo, ma essendo connazionali abbiamo subito instaurato un buon rapporto. È un bravo ragazzo, oltre che un bravissimo giocatore. Apprezzo molto le sue qualità, dopo di che è ancora giovane, quindi avrà tempo per dimostrare le sfumature del suo talento. È all’inizio della sua carriera e ha scelto di iniziare dall’estero e trovo che questa sia una buona cosa. Non mi preoccuperei se fossi in lui.

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La squadra sta lottando per centrare l’obiettivo salvezza in un campionato equilibrato e difficile. Che spirito hai trovato nello spogliatoio?

Sento che tutti sono molto concentrati e questo è quello che serve. Quando si fa una stagione dove non si è necessariamente in alto in classifica e si è più in basso è sempre importante restare concentrati e soprattutto non arrendersi. Io lo so, conosco questa situazione, visto che ho già avuto a che fare con stagioni simili in passato. A volte può essere molto complicato mantenere questo atteggiamento in un gruppo, ma qui non percepisco questo problema. Sento proprio una forza positiva, tutti siamo uniti. In più la stagione è ancora lunga e spero che continueremo come stiamo facendo in queste ultime partite.

C’è qualche giocatore a cui ti sei ispirato nella tua carriera, magari terzino? 

No, non particolarmente in realtà. Quando guardo le partite pongo molta più attenzione naturalmente ai giocatori che giocano nella mia posizione per vedere come si muovono e come giocano, ma, in effetti, non ho necessariamente un riferimento preciso per il mio ruolo.

Hai scelto il numero 18, c’è una ragione particolare? 

Ho giocato per molti anni con il numero 18 nei miei precedenti Club ed è il numero con cui ho trascorso i miei anni migliori. È diventato un numero fortunato e siccome qui era disponibile sono stato felice di prenderlo.

Hai conosciuto il “Bentegodi” nel match contro la Juventus, i tifosi del Verona possono essere un valore aggiunto per raggiungere l’obiettivo? 

Sicuramente lo sono, almeno per quello che ho potuto vedere durante la partita di sabato. Non mi aspettavo così tanta gente, è stata una grande sorpresa e soprattutto hanno spinto e dato il massimo. So che quando si ha una tifoseria del genere bisogna sfruttarla positivamente, e so che resteranno con noi fino alla fine perché ne avremo bisogno.

Vuoi dire qualcosa ai tuoi nuovi tifosi? 

Sì, che continuino a credere in noi, che continuino ad essere presenti e a sostenerci in ogni partita perché noi non molleremo e saremo sempre con loro. Sono convinto che se ci uniamo per lo stesso obiettivo il finale sarà positivo.

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