Figc Veneto, Bazzerla: «Quote rosa sempre maggiori nel calcio»

Ilaria Bazzerla, Consigliera regionale Figc Lega Nazionale Dilettanti, ha fatto il punto insieme alla giornalista Giorgia Preti sul percorso che l’ha portata a ricoprire oggi questo ruolo, svelando le origini della sua passione per il calcio.

Ilaria, lei è la prima donna consigliera in Regione della Figc: come è arrivata a ricoprire questo ruolo e come si è sviluppato il suo amore per il calcio?

Tutto è iniziato con tanta voglia di dedicare del tempo al volontariato. Ho una formazione nel campo del sociale, ma volevo avvicinarmi ad altri settori: così ho scelto lo sport e tra le varie discipline mi è capitato il calcio. La mia è la passione di una generazione, per biografia e anagrafe appartengo a quelli che si sono innamorati del Verona negli anni del grande successo. Mi è stato chiesto poi, dalla società di calcio del comune dove lavoravo, di dare una mano: più di dieci anni fa sono diventata Segretaria di questa società, quindi di un club, e ho iniziato a conoscere l’ambiente del calcio dilettantistico, che mi è piaciuto da subito, perché è molto reale, concreto, si vive in prima persona. Lì ho ricoperto ruoli di dirigente accompagnatore, anche in serie D, quindi ho davvero fatto una bella esperienza e in seguito sono passata alla segreteria della delegazione di Verona: con questo passaggio ho iniziato a occuparmi dell’organizzazione dei campionati, di tutta l’attività della provincia di Verona, e infine quest’anno il presidente del Consiglio regionale Veneto mi ha chiesto la disponibilità per il ruolo di Consigliere regionale. Un incarico che ho accettato molto volentieri, con umiltà e molte responsabilità, perché comunque rappresento Verona che è la provincia con maggiori società del Veneto. A Verona, per dirvi qualche numero, tra campionati provinciali e regionali scendono in campo ogni settimana 900 squadre, di tutte le categorie.

Come si sente a essere la prima donna Consigliera regionale Figc?

Io mi trovo a mio agio, questo settore, culturalmente, è sempre stato vissuto come sport maschile ma lo è sempre meno, perché abbiamo delle realtà di calcio femminile importanti e, inoltre, ci sono anche molte dirigenze femminili nelle società. Ultimamente vedo anche nei ruoli professionali di fisioterapisti e massaggiatori, ci sono sempre più donne. Io vivo tutto questo con grande senso di responsabilità, essere la prima ha sempre una valenza importante. Ma, come dicevo, ci sono anche molte altre colleghe che ricoprono cariche di rilievo.

A distanza di quasi un anno, di quali incarichi si sta occupando e come sta andando questa avventura?

Oltre a essere Consigliere del presidente per quella che è la realtà di Verona ho anche delle deleghe. Ho la delega alla Consulta, che mi piace molto perché sono rappresentate società di tutto il Veneto: questo mi permette di avere una visione che va oltre Verona. Poi quella con il rapporto con gli arbitri e con l’Associazione italiana arbitri, delega che mi piace affrontare perché hanno un ruolo importantissimo e molto difficile.

Senza gli arbitri non si potrebbe giocare

C’è anche una crisi di numeri proprio a Verona: con tutte queste partite siamo un po’ in difficoltà. È stato un anno molto duro, come per tutti e per tutti gli ambiti della società, anche per lo sport lo è stato tantissimo. Abbiamo dovuto gestire questa crisi, che ha colpito le società, le famiglie e i ragazzi. Devo dire che questa stagione è iniziata bene e siamo molto contenti, non c’è stata la fuga che temevamo, forse perché il calcio è uno sport all’aperto, quindi, è stato più facile affrontare la situazione da questo punto di vista.

Pur essendo uno sport di contatto è stato un anno in cui abbiamo dovuto prendere delle decisioni. Abbiamo dovuto adeguarci continuamente ai protocolli, giustamente, perché la tutela della salute era assolutamente prioritaria rispetto ad altro. Il 2021 è stato un anno di ripartenza.

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