Davide e Riccardo, una vita tra il calcio e lo studio

Davide e Riccardo Marini, compagni di squadra sul campo da calcio e fratelli nella vita quotidiana, raccontano ai nostri microfoni il loro percorso.

Davide e Riccardo Marini
Davide e Riccardo Marini

Davide e Riccardo Marini, compagni di squadra sul campo da calcio e fratelli nella vita quotidiana, raccontano ai nostri microfoni il loro percorso.

Voi siete fratelli, con qualche anno di differenza ma più o meno con lo stesso percorso calcistico. Vi siete sfidati, quest’anno invece avete giocato nella stessa squadra. Partirei però con il vostro percorso, qual è?

Davide: Ho cominciato nella squadra del paese, a Nogarole Rocca, della quale nostro padre è attualmente presidente. È una piccola realtà nella quale ho giocato i primi anni, poi mi sono spostato tramite provini al Chievo, dove sono rimasto per dieci anni. Sono stati dieci anni positivi e di crescita personale e professionale. Con la Primavera sono uscito e ho fatto due anni nelle Eccellenze a Caldiero, poi in Serie D e mi sono fermato per un problema al piede. Ho poi ripreso nelle Eccellenze del Pescantina, ma poi è arrivato il Covid. Quest’anno sono ripartito a San Martino, un’esperienza nuova e speciale.

Riccardo: Anche io come Davide ho cominciato nella squadra del paese, dove sono rimasto fino in quarta elementare. Poi anche io tramite provini mi sono avvicinato al Chievo dove sono rimasto fino a due anni fa. Poi mi sono spostato nelle Eccellenze del Vigasio e in quella stagione ho giocato per la prima volta contro Davide. Dopo questa pausa ci siamo trovati insieme in Serie D a San Martino.

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Come avete vissuto questa “sfida tra fratelli”?

Davide: La partita si è giocata il 25 ottobre, me lo ricordo ancora. L’ho sentita un po’ di più, sia per il fatto che sono più grande di mio fratello, ma poi perché ogni tanto perdevo la concentrazione su me stesso per guardare lui. Sono stato fiero di lui.

E invece giocare insieme, quest’anno, com’è stato?

Riccardo: Inizialmente ero un po’ titubante, era una cosa diversa per noi due ma anche per la squadra. Quindi all’inizio pensavo sarebbe stato un problema, ma anzi ho ricevuto solo tanti consigli e supporto.

Davide: Mi piacerebbe replicare quest’esperienza in futuro, sono un bravo consigliere.

Voi state portando avanti la vostra carriera calcistica ma non avete abbandonato la carriera accademica. Davide, tu stai facendo la magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, come mai hai voluto portare in parallelo questi due percorsi?

Davide: L’idea di portare avanti due strade diverse è una scelta abbastanza matura, penso, ed è qualcosa che ti rende consapevole che oltre al calcio devi avere un piano B. Ho quindi cominciato una triennale in Scienze Motorie e successivamente ho iniziato la magistrale. È impegnativo, ma il “fattore volontà” è importante.

Riccardo: Io ho gli esami di maturità tra poco, e poi la mia idea è di proseguire con l’università. Dovrò sempre cercare di combinarla al calcio, e non sarà facile, ma non voglio precludere una scelta in favore dell’altra.

Qual è ora la vostra aspirazione massima?

Davide: Nel breve termine vorrei ogni anno riuscire a migliorarmi e crescere in ogni ambito, soprattutto calcistico, e ambire al professionismo. Un obiettivo a lungo termine invece è quello di portare avanti il mio percorso accademico e realizzarmi a livello lavorativo.

Riccardo: Le mie ambizioni non sono così certe come quelle di Davide, per via della differenza di età. Il mio obiettivo più alto per ora è proseguire nel mondo del calcio, uno sport dove mi sto impegnando da 19 anni.

Che squadra tifate?

Riccardo e Davide: Inter!

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