CUS Verona solidale: consegnati quaranta broncoscopi agli ospedali

Ieri mattina il presidente del Cus Verona Danilo Zantedeschi ha consegnato all'Ospedale di Borgo Roma le apparecchiature acquistate grazie alla raccolta fondi lanciata sulla piattaforma gofundme.

cus verona dona broncoscopi

Il CUS Verona si dimostra ancora una volta campione di solidarietà. Ieri mattina il presidente Danilo Zantedeschi ha consegnato al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Borgo Roma le apparecchiature acquistate grazie alla raccolta fondi lanciata circa un mese fa sulla piattaforma gofundme, che ha permesso di raccogliere ben 9mila euro.

La generosità di tanti donatori si è tradotta nell’acquisto di quaranta broncoscopi che permetteranno di assistere efficacemente i pazienti affetti da Covid-19, permettendo di tenere sgomberi bronchi e polmoni e migliorando l’ossigenazione.

Ad accompagnare il presidente Zantedeschi nel momento della consegna, il Magnifico Rettore dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini e i professori Enrico Polati, direttore di Anestesia e Rianimazione, Vittorio Schweiger, Ettore Spinelli.

«Innanzitutto, grazie per il vostro lavoro, il vostro impegno, la vostra dedizione e la vostra professionalità» ha detto il presidente Zantedeschi. «È a tutti i lavoratori ospedalieri che va la gratitudine, non solo mia ma di tutto il Paese. Per il Cus Verona è una tradizione, essere a sostegno della vita e della società. Ci siamo sempre stati, dall’alluvione di Firenze, quando ero ancora studente, al terremoto nel Centro Italia, fino a questa occasione, in cui lottiamo contro un nemico invisibile, e lo stiamo sconfiggendo. Una vittoria e una dimostrazione di solidarietà. Giustamente le attività sportive sono state fermate, ma stiamo scalpitando per ritornare».

Il rettore Pier Francesco Nocini: «Questa alleanza e unione ci ha portato a vincere questo primo tempo, che speriamo sia anche l’unico. Grazie a associazioni come il Cus Verona, ci siamo espressi al meglio delle nostre capacità sanitarie, ce l’abbiamo messa tutta. Grazie a medici, infermieri, operatori sanitari, proprio come una squadra sportiva sappiamo cosa vuol dire unire le forze. Ora è un momento di felicità controllata, siamo sempre sul chi va là, ma bisogna andare avanti. Come Università non ci siamo mai fermati, ma piuttosto ci siamo modificati. Ora dobbiamo ripartire con intelligenza, diamo un insegnamento a tutti».

Enrico Polati: «Rigrazio la generosità del Cus Verona, che ci ha consentito di acquistare strumenti indispensabili per trattare pazienti con polmoniti da Covid. Il video endoscopio, nello specifico, consente di entrare nei polmoni e nei bronchi, che sono particolarmente intasati di secrezioni, e tenerli puliti, migliorando quindi l’ossigenazione. Grazie all’impegno dei medici, e a questi apparecchi, nelle terapie intensive di Verona abbiamo contenuto la mortalità, con percentuali del 15-16%. Un dato molto basso, pensiamo che a New York parlano di percentuali sul 70%, mentre in Lombardia siamo sul 25-30%».

Ettore Spinelli: «La sanità ne può uscire più forte, c’è stata una collaborazione non solo professionale ma emozionale, fra tutti gli operatori. Tutti abbiamo lavorato tanto insieme, consapevoli di poter fare qualcosa. È stato intenso, abbiamo condiviso momenti molto forti, e adesso siamo qui. Io sono grato a tutti i medici e i collaboratori per quello che hanno fatto e quello che continuiamo a fare».

Vittorio Schweiger: «Questa emergenza ci ha colpiti tutti in maniera molto forte. Io posso soltanto ringraziare i colleghi, infermieri, operatori sanitari in tutte le aree covid per la prova di coraggio e di grande dedizione, in un momento in cui non sapevamo cosa poteva succedere. Nutro un grande senso di stima, e penso che nessuno di noi lo dimenticherà mai».