Crazy Sambo, Burato: «Un settore giovanile in piena crescita»

Alla Crazy Sambonifacese numerose sono le iniziative per il settore giovanile. Ne abbiamo parlato con Stefano Burato, direttore tecnico di Crazy Sambonifacese e manager della Nazionale Under 12.

Alla Crazy Sambonifacese numerose sono le iniziative per il settore giovanile. Ne abbiamo parlato con Stefano Burato, direttore tecnico di Crazy Sambonifacese e manager della Nazionale Under 12, fresco vincitore del premio CONI “Palma di Bronzo al merito tecnico”, un riconoscimento dal grande valore per lui e per tutto il movimento.

«Il settore giovanile sta andando bene, è in crescita e sta facendo numeri importanti. Sono un centinaio gli atleti iscritti alla Crazy, di cui settanta sono under 18 e grazie ad una serie di iniziative i numeri stanno crescendo» spiega Burato. «Le iniziative di quest’anno sono state la Scuola di Supereroi, una trilogia di video diffusi online che invitano i ragazzi a venire a giocare. Alla domenica mattina dalla 10 alle 11.30 viene offerta la possibilità ai ragazzi di venire al campo a provare a giocare e domenica prossima è l’ultimo incontro».

«Quest’inverno abbiamo fatto “Ma tu batti o lanci”, un corso per i genitori che però poi ha preso molto piede e abbiamo avuto rilevanza nazionale, con molte persone incuriosite dalle regole del baseball» continua. «Il campionato lo scorso anno è andato molto bene, siamo anche riusciti a terminarlo nonostante la pandemia. Anche perché baseball e softball sono sport estivi e quindi nel rispetto dei protocolli siamo anche riusciti a portare due squadre in finale scudetto, l’Under 12 e l’Under 15».

«Allenare la Nazionale è completamente diverso da allenare un club e i ragazzi stessi fanno fatica ad immedesimarsi, un po’ perché nelle loro squadre sono di solito i più bravi mentre invece in Nazionale sono tutti i migliori, quindi il primo insegnamento è proprio quello di imparare a giocare alla pari degli altri e non sentirsi superiori» prosegue. «Due anni fa abbiamo fatto un Campionato Europeo in Repubblica Ceca e un Mondiale a Taiwan, quindi questi ragazzi di dodici anni si ritrovano in situazioni diverse da quelle in cui vivono di solito. Ciò che insegniamo loro sono quindi il rispetto per l’avversario e all’interno della squadra, oltre che il comportamento da tenere in un paese che non è il proprio».

«Siamo l‘unico sport che ha una Nazionale Under 12 e due anni fa c’erano 12 mila persone che assistevano alla finale tra Taiwan e il Giappone, proprio per capire l’importanza che in questi Paesi ha il baseball. Quindi anche per i ragazzi è stato importante perché si sono trovati in un mondo che non conoscevano. In questo noi li abbiamo aiutati non solo come allenatori ma anche come educatori nel farli rapportare al mondo che avevano intorno» conclude. «Quest’anno come Nazionale Under 12 abbiamo il Campionato Europeo in Belgio e se ci qualifichiamo come primi o secondi avremo i Mondiali che saranno poi ad agosto a Taiwan. Sperando anche di avere anche qualche ragazzino di San Bonifacio nel team».

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