Chievo domani sera in campo al Bentegodi contro il Lecce

Domani sera alle 21 anticipo di Serie B con Chievo-Lecce. «Credo che noi possiamo fare la nostra partita perché abbiamo le armi per poter combattere con loro alla pari. Sono molto fiducioso» afferma il tecnico del Chievo Alfredo Aglietti.

Dopo il lungo stop dovuto alle nazionali e all’annullamento della partita contro il Vicenza per casi covid, il Chievo Verona torna in campo in campionato al “Bentegodi” contro il Lecce, in una sfida di alta classifica, che in caso di vittoria porterebbe i veronesi al secondo posto, con una partita in meno da giocare. Domani sera in campo alle 21.00.

«Sono soddisfatto di come hanno lavorato i ragazzi in questi venti giorni, è stato un peccato non giocare il “derby” molto sentito contro il Vicenza, ora vedremo quando lo recupereremo» afferma in conferenza stampa il tecnico Aglietti. «Credo che il Lecce sia la squadra con la rosa più completa, secondo me anche la più forte, una squadra che gioca con il trequartista e le due punte, molto propositiva ma che ha giocatori importanti anche dietro, di grande esperienza anche, come Tachtsidīs e Paganini. Credo comunque che noi possiamo fare la nostra partita perché abbiamo le armi per poter combattere con loro alla pari. Sono molto fiducioso».

«Noi siamo la miglior difesa, loro sono il miglior attacco ma non credo che la partita sarà solo questo, saranno anche molti duelli individuali, tanti momenti di accelerazione e anche di calma. Loro hanno comunque un attacco da Serie A e si vede, ma anche noi costruiamo molto, dovremmo essere capaci di concretizzare ancora di più» prosegue. «Eugenio Corini, il loro allenatore, ha grande esperienza e ha molta intelligenza. Ha lavorato bene anche due anni fa con il Brescia, quando ha vinto il campionato. Ora ha l’opportunità di fare ancora meglio».

Un ultimo pensiero dedicato alla scomparsa di Diego Armando Maradona. «Credo che se ne sia andato il più grande di tutti, un uomo e un calciatore che non rivedremo per ancora tanti e tanti anni. Io sono arrivato a Napoli dopo di lui, ma si respiravano ancora nell’aria le gesta di quello che aveva fatto. Per Napoli e i napoletani è stato qualcosa di incredibile, il suo impatto, l’amore che ha dato e ha avuto alla città e alla squadra. Una tragedia per il mondo del calcio, se n’è andato presto, molto probabilmente anche a causa della vita che ha fatto, ma questo non toglie che se ne sia andato il più grande di tutti».