Campedelli continua con i giovani e diffida altri a usare il nome “Chievo”

Dopo le battaglie legali contro l'estromissione dalla Serie B, ora la società di Luca Campedelli sembra pronta a dare battaglia a chiunque altro voglia usare il nome "Chievo". Si profila una sfida in punta di diritto con l'ex capitano Sergio Pellissier.

Luca Campedelli Chievo Verona
Luca Campedelli

Il Chievo Verona, quello di Luca Campedelli, escluso dalla Serie B, non ha chiuso i battenti. Lo ribadisce forte e chiaro la società con un comunicato diffuso oggi, martedì 14 settembre. Si continua con i giovani, ma soprattutto diffida chiunque altro a usare il nome “Chievo”.

Il riferimento è evidentemente al Sergio Pellissier e al suo FC Chievo 2021, che per giovedì 16 settembre ha fissato una conferenza stampa di presentazione della stagione. La squadra, iscritta alla Terza categoria, ha creato grande attesa, vista la presenza in società di nomi importanti della storia del Chievo. Oltre a Pellissier, impegnati Nicolas Frey e come allenatore Riccardo Allegretti.

«ChievoVerona s.r.l. comunica che continua le sue attività sportive con la partecipazione ai campionati calcistici del Settore Giovanile, come segno inequivocabile della continuità aziendale e sportiva, nella convinzione che le ragioni della società siano presto finalmente riconosciute» si legge nel comunicato.

«Chievo Verona s.r.l. inoltre ricorda che “CHIEVO” e “CHIEVO VERONA” sono marchi registrati sia a livello nazionale che europeo, dei quali Chievo Verona s.r.l. è titolare esclusivo e che, pertanto, è vietato a chiunque fare qualsiasi uso di tali segni».

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«La violazione di tale divieto espone ad azione interdittiva ed al risarcimento del danno. Inoltre, sono imputabili di concorso in violazione del marchio tutti coloro che agevolano o consentono lo sfruttamento dei segni “CHIEVO” o “CHIEVO VERONA” da parte di soggetti diversi da CHIEVO VERONA s.r.l., cioè vendere al pubblico beni o servizi (inclusa la organizzazione del giuoco del calcio) in relazione ai quali sia utilizzato il segno contraffatto, o che rivendono o commercializzano o lucrano provvigioni su beni o servizi contraffatti».

Secondo la società di Campedelli, una nomenclatura come “FC Chievo 2021” non è sufficiente a distinguere il marchio: «Si precisa che l’aggiunta di un numero (o di altri elementi non distintivi) al segno “CHIEVO”, ovvero l’uso di “CHIEVO” nell’ambito di un segno complesso, non esclude in alcun modo la violazione».

La battaglia è appena cominciata.

AGGIORNAMENTO: Il Chievo di Pellissier non si chiama più… “Chievo”

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