Calcio dilettantistico fermo, Ruzza: «Un disastro, ma non contesto lo stop»
Il calcio dilettantistico è fermo da ormai un mese. Ha subito anche lui, infatti, le conseguenze portate dalla seconda ondata di Covid e la situazione sembra ora in stallo. La serie D è ripresa lo scorso 13 dicembre con alcuni recuperi, per le altre categorie si parla di una ripresa forse a partire dalla fine di gennaio, ma in questo momento sono solo ipotesi di cui si dovrà parlare più in là nel tempo. A spiegarci le difficoltà affrontate in questi mesi dalle società venete è stato Giuseppe Ruzza, Presidente della Lega Nazionale Dilettanti del Veneto.
«È un disastro sotto tutti i punti di vista perchè sta creando momenti di disaffezione da parte di dirigenti che tanto si impegnano per questo calcio dilettantistico che non è solo sport, ma anche un volano economico. – ha detto Ruzza – D’altra parte io, personalmente, non posso contestare il provvedimento di fermare tutto, a fronte dei 900 morti anche ieri. Il calcio dilettantistico deve essere divertimento, dobbiamo giocare per diletto e senza pensieri. Noi ci stiamo impegnando in ogni modo nei confronti delle società: siamo partiti con un corso online per dirigenti e addetti alla segreteria e abbiamo avuto già 300 iscrizioni».
Sulle possibilità della ripartenza a gennaio: «Abbiamo visto che anche nel calcio professionistico tanti sono stati i contagiati, ma ha le risorse economiche e organizzative per affrontarli. Le società dilettantistiche devono giocare per diletto e i presidenti non hanno tutte queste possibilità. La serie D è ripartita con tanta difficoltà con l’accordo sui tamponi rapidi. Noi come comitato regionale siamo in contatto con aziende che fanno i tamponi rapidi, il problema è la certificazione dei tamponi che il Cts richiede essere fatta da un medico o una struttura autorizzata. Speriamo di ripartire: speravamo di farlo il 4 dicembre, ma non è successo. Il blocco è previsto sino al 15 gennaio, noi abbiamo già un piano per ripartire».
A pesare sul calcio dilettantistico anche la Riforma dell’ordinamento sportivo del 24 novembre scorso, che riguarda l’abolizione del vincolo sportivo per i dilettanti e l’iscrizione dei volontari sportivi, degli allenatori e dei calciatori alla Gestione Separata INPS. Un provvedimento a cui il Comitato dell’Area Nord si è opposto: «A mio modo di vedere questo provvedimento è stato fatto da persone che non conoscono il nostro mondo. – ha spiegato Ruzza – Credo che chi decide deve confrontarsi: gli attori principali nostri sono le società e senza esse non si va da nessuna parte. Un presidente che ha già mille difficoltà, si vede ogni anno svincolati i propri giocatori, ogni anno deve rifare la squadra e diventa una guerra dei poveri. Da una parte mi ricordo il mio amico Damiano Tommasi che diceva che il giocatore non è giusto che rimanga vincolato. Però c’è già la possibilità di essere svincolati ogni anno ed è l’articolo 108, che se firmato permette lo svincolo».
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