Audace Calcio, 100 anni di storia del calcio veronese
Una storia lunga quasi 100 anni quella dell’Audace Calcio, la squadra veronese che ora milita in promozione, ma che, tra le sue fila, ha avuto giocatori che hanno scritto la storia del calcio italiano. A parlarci della società è stato il presidente Roberto Purgato che, come suo padre, ha giocato in Audace per una vita.
È una storia lunga quella che mi devi raccontare. Come è iniziata l’avventura di Audace Calcio?
Gli appassionati di calcio che hanno qualche capello bianco in più sicuramente condivideranno quello che sto per raccontare: è una società che per 60 anni è stata la seconda forza calcistica di Verona e che tra gli anni ’30 e gli anni ’50 ha giocato i campionati di Serie C quasi ininterrottamente.
Poi c’è stata una parentesi, fino agli anni ’70, dove ha militato nei campionati di Serie D; l’apice è arrivato con la vittoria del campionato nel ’77 della serie D ed il ritorno in serie C con una squadra che annovera grandi nomi. Tra questi Montagnoli, Gagliardoni, John Frinzi, il compianto Adriano Manservigi, Meroni, Riccardi in porta…una squadra che è tornata a portare il nome dell’Audace nei campionati professionistici. Il nostro segretario Renzo Cappelletti, da 35 anni con noi, mi dice sempre usando il condizionale che dovrebbe essere la più longeva del Veneto e addirittura tra le più longeve d’Italia.
L’Audace conta giocatori che sono partiti dal settore giovanile o comunque hanno transitato nella società: almeno 50 hanno fatto i professionisti e sei hanno giocato in Nazionale maggiore tra gli anni Venti e gli anni ’60. Oivieri, grande portiere, Attilio Giovannini e Osvaldo Fattori e non ultimo ma il più importante anzi Mario Corso, che qualsiasi appassionato di calcio se lo ricorda: a 16 anni venne ceduto alla grande Inter di Angelo Moratti ed Helenio Herrera e ci rimase fino al ’74 e vinse scudetti e la Coppa dei Campioni.
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Come sta andando ora il campionato e come avete vissuto il periodo della pandemia?
Il Covid ha purtroppo limitato le nostre attività, ma è stato un dramma soprattutto per i bambini che sono inconsapevoli e non potevano venire ad allenarsi. Poi c’è stato un momento di transizione in cui si allenavano, ma si dovevano cambiare fuori dallo spogliatoio: è stato un periodo veramente difficile che ha tolto un po’ di entusiasmo, però adesso siamo ripartiti rispettando i canoni e i protocolli che ci ha già imposto la federazione. Abbiamo ripristinato il settore giovanile, che quando siamo subentrati nel 2013 purtroppo era stato accantonato e adesso ci contiamo circa 250 iscritti.
Qual è l’obiettivo del campionato?
Il nostro obiettivo è quello di fare un campionato tranquillo, anche se purtroppo adesso non è una posizione tranquilla la nostra, che siamo terzultimi. Abbiamo avuto una serie infinita di infortuni, ora puntiamo a recuperare i giocatori e a raggiungere una salvezza tranquilla.
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