Atletica, Giada Pozzato racconta la sua passione per il Salto con l’asta

La campionessa juniores di Bovolone è stata premiata a fine febbraio in Comune con il premio Consolini. Atleta e studente in Università a Verona, ci ha raccontato la sua giovane carriera.

Per il nostro approfondimento settimanale dedicato a donne e sport sul nostro territorio, abbiamo intervistato Giada Pozzato, campionessa juniores nella disciplina di Salto con l’asta. La giovane donna, originaria di Bovolone, ha intrapreso una carriera già ad alti livelli, ma nonostante ciò riesce a conciliare l’attività sportiva con lo studio in Università.

Chi è Giada Pozzato e come si è approcciata all’atletica e al salto con l’asta?

 «Sono una studentessa, sono di Bovolone e ho 20 anni. Ho iniziato a praticare il salto con l’asta dopo molte altre esperienze: ho provato altri sport, tra cui judo e tennis, poi mi sono innamorata dell’atletica. Ho scelto di focalizzarmi sul salto con l’asta perché è una disciplina che mi incuriosiva: sono sempre stata una ragazza a cui piace sperimentare e provare cose diverse dal solito, il salto con l’asta mi è piaciuto fin da subito e ho deciso di continuare».

Di recente ha ricevuto in Comune il premio Adolfo Consolini. Che emozione ha provato?

«Ho ricevuto questo premio in seguito ai campionati italiani juniores della scorsa estate, dove ho vinto il primo premio nella mia disciplina. È stata una grande emozione, la Sala Arazzi del Comune di Verona è una sala bellissima. Mi hanno presentata nel modo giusto, facendo vedere anche le mie cadute con l’asta: sulla pista non è sempre tutto rose e fiori, a volte bisogna fallire per riuscire a ottenere dei risultati».

Giada Pozzato

Lei è studente all’Università di Verona. è difficile conciliare lo studio e l’attività sportiva?

«Non è così difficile per me: alle scuole superiori facevo più fatica a conciliare le due cose, ora riesco a gestire meglio il mio tempo, posso decidere se allenarmi presto al pomeriggio o tardi alla sera. È più facile così. Anche l’Università è basata sull’auto-organizzazione dello studio e questo è un vantaggio».

Parliamo di donne: per quanto riguarda l’atletica, secondo lei si può effettivamente parlare oggi di parità di genere?

«Allora, per quanto riguarda l’atletica credo di si. Anche se in passato magari le donne non hanno potuto gareggiare alcune competizioni, oggi secondo me si è arrivati a una completa parità di genere. Da atleta, posso dire che le gare femminili vengono seguite con la stessa attenzione di quelle maschili. Poi ti posso portare il mio esempio: io gareggio per una società che è solo femminile, che significa che ha voluto investire solo sulle donne per vincere a livello nazionale».