Alberto Filiciotto vuole spingere alla salvezza il suo Caldiero

Il mediano termale, che vanta trascorsi in Serie C con Alessandria e Montichiari, è uno dei punti fermi della formazione di mister Soave. «Questo personalmente era l’ambiente giusto per raccogliere nuovamente la sfida della “D”».

foto Roby

Il regista dei sogni gialloverdi. Una delle certezze più inossidabili a disposizione quest’anno nella rosa di mister Cristan Soave risponde al nome di Alberto Filiciotto. La matricola Caldiero in questo primo anno di Serie D sta ponendo in essere una navigazione regolare, che gli sta permettendo di stanziare con merito nel cuore della graduatoria.

Filiciotto, mediano di qualità con un passato da professionista alle spalle, si sta rivelando uno dei valori aggiunti di undici caldierese che, classifica alla mano, è vicino a conquistare la matematica garanzia della permanenza in categoria. Nelle parole del centrocampista ex Bardolino traspare però tutta quella mentalità che ha permesso ai ragazzi del Presidente Berti di convincere fin qui tutti gli addetti ai lavori. «Non dobbiamo perdere di vista la nostra meta finale – spiega – la salvezza dev’essere il nostro chiodo fisso e in questo senso dispiace aver perso un’occasione domenica scorsa contro il Mestre. Non abbiamo demeritato, ma alla fine sono stati i nostri avversari a portare a casa il risultato e questo è un peccato perché abbiamo così interrotto una striscia positiva che si prolungava da diverse partite. Dopodomani abbiamo in programma il match con l’Este, una sfida da non sbagliare per aumentare sempre più il distacco dalla zona che scotta. Che girone sto osservando? Ci relazioniamo con un torneo equilibrato, caratterizzato da realtà molto tecniche e da altre in cui invece l’agonismo e la forza fisica la fanno da padrone. Il comune denominatore comunque è rappresentato dall’organizzazione: tutte e ventidue le partecipanti sono società che non lasciano niente al caso».

Un ritorno da protagonista. Dopo un quadriennio in Eccellenza, il classe 1992 quest’estate ha accettato la proposta di riconfrontarsi con un torneo che aveva già sperimentato in passato. «Non vedevo l’ora di tornare nel “semi-professionismo” – aggiunge Filiciotto – le differenze rispetto alla categoria inferiore sono evidenti e in questo senso penso che gli allenamenti pomeridiani siano un fattore di grande rilevanza. Non è stato facile risalire in D, motivo per cui sto cercando di dare il massimo per meritarmi la riconferma: è questo il tipo di calcio che mi piace respirare».

Il bilancio soddisfa a metà. Le «veronesi» in queste prime venticinque giornate stagionali hanno restituito sensazioni contrastanti. «Legnago e Ambrosiana stanno disputando una grande annata – conclude – mentre un qualcosa in più ci si poteva aspettare da Villafranca e Vigasio, con quest’ultima squadra che però è in netta risalita dopo un’andata da dimenticare. Ad ogni modo sia in testa che in coda tutto si deciderà nelle ultime giornate, questo è poco ma sicuro».