Addio a Battista, il tifoso numero uno dell’Hellas

Triste giorno oggi per tanti tifosi dell'Hellas che devono dire addio a Battista, storico tifoso gialloblù. Se n'è andato a 72 anni tra il dispiacere e lo sgomento dei veronesi che lo avevano conosciuto dentro e fuori dallo stadio Bentegodi.

Foto da Hellas LIVE - Ph. Davide Casentini

Piange il cuore di Verona e dei tifosi dell’Hellas, che questa mattina hanno dovuto dire addio a un tassello importante del tifo giallobù: Battista. Storica figura del calcio veronese, di Monteforte d’Alpone, soffriva da tempo di una malattia che lo aveva costretto a un ricovero in ospedale proprio qualche giorno fa.

Sui social sono centinaia le persone che stanno testimoniando l’affetto per Battista e che lo ricordano, con parole gentili, come una persona unica e genuina. A dare la triste notizia per primo è stato il direttore di Hellas LIVE, Alberto Fabbri, che, con commozione, ci ha raccontato chi era Battista per il popolo gialloblù: «La mattinata si è aperta con questa triste notizia: Battista era una figura storica del calcio veronese, tifosissimo dell’Hellas e amato da tutti. Purtroppo soffriva di problemi ai reni da diverso tempo ed era ricoverato in ospedale da qualche giorno. Avrebbe compiuto 73 anni il prossimo febbraio. – ci ha spiegato Fabbri – Lui era un figura epica di un calcio che fu: arringava i tifosi con il megafono in mano e pronunciava i suoi discorsi. Era benvoluto da tutti ed era un simbolo per i tifosi dell’Hellas ogni qualvolta scendeva dalla provincia per recarsi al Bentegodi. Era sempre un piacere fermarsi con lui. – continua Fabbri – Lo ricordo anche al funerale di Roberto Puliero. Girava sempre con le cose del Verona addosso e ricordo che, quando ero giovane, un sabato sera tardi, mi capitò di incontrarlo allo stadio e lì lo conobbi per la prima volta. Gli amici lo avevano lasciato davanti al Bentegodi e lui dormì sulle panchine dello stadio in attesa della partita del Verona all’indomani. Verona perde un pezzo importante del tifo e il suo ricordo sarà indelebile per tanti butei».

Da sx: Alberto Fabbri, Battista, e Davide Casentini.