Verona Minor Hierusalem presenta lo spettacolo “Peregrinus” a San Tomaso
La Fondazione Verona Minor Hierusalem, con il Patrocinio della Diocesi di Verona, Comune di Verona e Associazione Romea Strata invita i cittadini, i rappresentanti degli Enti, Istituzioni e Associazioni del Terzo Settore alla rappresentazione di “Peregrinus, la luce ritrovata del corpo in cammino“, diretta dal Maestro Arturo Cannistrà, organizzata in occasione del 550° anniversario del sigillo che definisce “Verona Minor Hirusalem” e in vista dell’apertura del Giubileo.
Appuntamento nella chiesa di San Tomaso Cantuariense di Verona, con la doppia rappresentazione sabato 30 novembre alle ore 17.45 e alle 20.45.
La partecipazione è gratuita. Si consiglia la prenotazione per la riserva del posto, fra i 300 posti disponibili, inviando una mail a segreteria@veronaminorhierusalem.it, specificando l’orario di partecipazione.
Peregrinus. La luce ritrovata del corpo in cammino
La rappresentazione è l’esito finale di un innovativo workshop di movimento creativo per la cultura e il benessere, ideato e diretto da Arturo Cannistrà, a cui stanno partecipando volontari e cittadini veronesi, di età compresa tra i 18 e gli oltre 80 anni; attraverso un approccio multidisciplinare, multigenerazionale e inclusivo, i partecipanti hanno acquisito consapevolezza della dimensione corporea nell’espressione creativa, contribuendo così a uno stile di vita sano, attivo e resiliente.
“Peregrinus, la Luce ritrovata del corpo in cammino” è molto più di una rappresentazione, è un’esperienza che valorizza la cultura come strumento di trasformazione sociale ed esplora il potenziale del movimento creativo come strumento per promuovere benessere e longevità, attraverso un approccio accessibile alle arti performative.
È stato progettato da Paola Tessitore secondo il Modello “Tessere Relazioni per il Bene Comune”, valorizzando la lettera “Sulla luce” indirizzata dal vescovo Domenico Pompili alla città di Verona, in sinergia con I Musici di Santa Cecilia, un’orchestra di 35 musicisti e 40 coristi; l’artista Antonio Amodio, che per l’occasione ha creato l’opera “In cammino”, tempera grassa su tavola 108×190; l’azienda veronese Dolci Colori per la sostenibilità ambientale con cui sono stati realizzati i colori dei costumi utilizzando tre terre naturali provenienti da Gerusalemme, Verona crocevia delle Piccole Gerusalemme europee e Roma “Nova Hierusalem”, meta del Giubileo; alcuni giovani dell’Ospedale Santa Giuliana che insieme agli scout del Gruppo Verona 10 hanno tinteggiato i tessuti delle tuniche dei ventidue pellegrini, realizzati da Gaetano Miglioranzi.
Le musiche selezionate, di grandi autori classici, diventano il motore armonico degli stati d’animo dei pellegrini. L’intero processo, dall’ideazione alla realizzazione della rappresentazione, compresi luoghi, persone e documenti, verrà narrato da un docufilm. La rappresentazione e il docufilm sono stati realizzati grazie al contributo di BCC Veneta – Credito Cooperativo e di Dolci Colori s.r.l.
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La genesi del progetto risale al periodo del Covid, quando la Fondazione aveva fatto trascrivere dal Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona 125 testamenti, datati intorno alla metà del ‘400, di Pellegrine e Pellegrini veronesi diretti verso Gerusalemme, Roma e Santiago a cui è stato aggiunto l’Iter peregrinationis, testo di metà ‘300, opera di Fra Giacomo da Verona, tradotto per l’occasione da Gaetano Miglioranzi, a cui si deve anche il testo finale della rappresentazione, con citazioni dai documenti originali.
La rappresentazione “Peregrinus, la luce ritrovata del corpo in cammino” rientra nel Progetto della Fondazione di salute e benessere “Il patrimonio storico-artistico delle chiese dei tre itinerari di Verona Minor Hierusalem come driver per l’inclusione, la salute, il benessere emotivo e spirituale”.
«Un progetto di rilievo sociale frutto di un laboratorio che ha messo insieme professionisti e cittadini in dialogo attraverso linguaggi diversi sul tema del pellegrinaggio» ha detto l’assessora alla Cultura Marta Ugolini.
«Il progetto Peregrinus, la luce ritrovata del corpo in cammino rappresenta un esempio emblematico di come le arti possano intrecciarsi per creare esperienze significative, capaci di unire generazioni e promuovere il benessere attraverso la creatività, con un particolare focus sul miglioramento del benessere e sull’invecchiamento attivo, nella comune visione dell’arte come strumento di trasformazione e connessione umana» così afferma Paola Tessitore, ideatrice di questo Progetto e direttrice della Fondazione Verona Minor Hierusalem.
«È un’esperienza di condivisione e di co-progettazione tra arti e professionisti veronesi e non, come pure tra giovani e anziani, coinvolgente e armoniosa, che è stata particolarmente apprezzata anche a livello nazionale. A tutti va un sentito ringraziamento, come anche al personale dell’Archivio di Stato che ha permesso che la storia custodita nei suoi depositi potesse diventare attualizzazione concreta nella vita delle persone ed essere presentata, attraverso un docufilm, come buona pratica da riprendere in altri luoghi e in altre occasioni» ha aggiunto Tessitore.
Il Presidente della Fondazione don Maurizio Viviani ha aggiunto: «Peregrinus intende offrirsi come occasione di ascolto, riflessione e meditazione riguardo alla dimensione pellegrinante della vita. I diversi linguaggi che dialogano nell’evento permettono di raccogliere elementi preziosi per far crescere la consapevolezza della nostra missione di cercatori di bellezza, di senso e di valori. È inoltre un’occasione per condividere l’auspicio a riflettere sui frammenti di luce che segnano il nostro cammino verso la Gerusalemme celeste».
È intervenuto anche il prof. Gaetano Miglioranzi: «I documenti del passato su cui si fonda il testo di “Peregrinus” ci testimoniano come Verona sia da sempre vocata al ruolo di città accogliente. All’incrocio delle vie di pellegrinaggio confluiva qui tutto il mondo, e il municipio e le parrocchie andavano a gara nel fornire ospitalità e assistenza. Il “Liber Peregrinationis” di fra Giacomo da Verona (che si spinge fino in Terrasanta) diviene la guida universale per tutti coloro che sono alla ricerca di una nuova Gerusalemme».
Il Maestro Dorino Signorini ha aggiunto: «È per me un privilegio aver l’opportunità di lavorare con Arturo sia nella scelta che nella direzione delle musiche per Peregrinus. Insieme all’orchestra giovanile e al coro dei Musici di Santa Cecilia abbiamo lavorato per trovare la giusta enfasi e trasporto esecutivo, in modo che la musica sia il più possibile a servizio di questo evento artistico, che rappresenta veramente un viaggio collettivo che celebra la bellezza dell’arte come mezzo per il benessere e la trasformazione sociale. Ogni nota suonata è un passo verso un’esperienza artistica che unisce generazioni e talenti e ispira connessioni profonde tra interpreti e pubblico».
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