Un viaggio nella storia del Festival areniano, in scena “Aida 1913”

Uno spettacolo nello spettacolo giovedì 22 agosto in Arena: Aida 1913, tornata quest'anno nell'Anfiteatro veronese per il Festival Lirico con 5 recite, dopo le prime rappresentazioni a luglio nella nuova versione di Stefano Poda, rievoca i fasti di quel primissimo allestimento di Ettore Fagiuoli proprio del 1913, recuperato sulle scene da Gianfranco De Bosio, di…

Uno spettacolo nello spettacolo giovedì 22 agosto in Arena: Aida 1913, tornata quest’anno nell’Anfiteatro veronese per il Festival Lirico con 5 recite, dopo le prime rappresentazioni a luglio nella nuova versione di Stefano Poda, rievoca i fasti di quel primissimo allestimento di Ettore Fagiuoli proprio del 1913, recuperato sulle scene da Gianfranco De Bosio, di cui ricorre il centenario dalla nascita, nel 1982. Già andata in scena il 10, 18 e 22 agosto, sarà in ultime repliche giovedì 29 e 5 settembre. Direttore Daniel Oren.

La trama

Antico Egitto: tra la fierezza del giovane e ambizioso guerriero Radames, interpretato da Gregory Kunde, che sogna di guidare l’esercito del suo popolo e il triangolo amoroso che lo divide tra la figlia del Faraone, Amneris (Ekaterina Semenchuk) e la schiava di lei, Aida (Elena Stikhina). L’amore corrisposto per quest’ultima, lo porterà allo scontro interiore tra l’onore di aver sconfitto l’esercito nemico etiope invasore dell’Egitto, guidato dal Re Amonasro (Youngjun Park), che si scoprirà essere anche padre di Aida, e il desiderio di salvare l’amata e la sua famiglia dalla schiavitù e dalla vendetta, vivendo con lei la gloria della sua vittoria. Sullo sfondo della promessa del Faraone (Riccardo Fassi) di avere la mano di Amneris proprio in virtù della vittoria sull’esercito etiope. Colei che, scoperto l’amore non corrisposto di Radames, smaschererà i suoi intenti e condannerà i due amati alla morte.

Quattro atti che rievocano la magia di quella primissima Aida, in un’atmosfera vintage e ricca di colore, che ha entusiasmato il pubblico con numerose scene corali e d’effetto. Un primo atto molto corposo che, con l’intelligente escamotage del cambio scena, racchiude 90 minuti di energia che trascorrono velocissimi, che esplodono nella scena finale all’interno del tempio del Vulcano, in cui Radames riceve l’investitura e la spada sacra per completare la missione di sconfitta dell’esercito etiope, momento che esalta fortemente la potenza vocale dei tre protagonisti. Una scena esaltata anche da meravigliose performance di danza dei primi ballerini Gioacchino Starace, Denys Cherevychko e Futaba Ishizaki.

Il ritmo più disteso del secondo atto, che ha visto un apprezzatissimo duetto cantato tra Aida e Amneris nell’esporre le ragioni ognuna del proprio amore per Radames, viene interrotto proprio dal suo ritorno in trionfo e la triste notizia, per la schiava etiope, della cattura del padre, Re Amonasro. Qui nasce il suo dubbio interiore tra l’amore per il padre e Radames, che la porta ad ingannarlo per assecondare il desiderio di rivincita degli etiopi. Scoperto l’inganno, Amneris, costretta suo malgrado, fa processare Radames per tradimento, un triste destino che Aida sceglierà di condividere con l’amato e che li vede chiudere il quarto atto con un potentissimo O terra, addio, sepolti vivi sotto il tempio del Vulcano.

Prossimi spettacoli giovedì 29 agosto e ultima replica 5 settembre.

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇
Clicca qui sotto per ricevere gratis il settimanale “Verona Eventi“!

Condividi ora!