«Un collettore di esperienze e inclusione»: Formenti e Biti raccontano il Mura Festival
Redazione
Alessandra Biti (Studio 27) e Alessandro Formenti (Doc Servizi) sono le anime del Mura Festival, l’evento che da sei anni anima l’estate veronese con una programmazione inclusiva e trasversale. Un progetto che li vede tra i candidati al 15° Premio Verona Network, in programma il 17 luglio a Bosco Chiesanuova.
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Alessandra, cos’è per te il Mura Festival?
Alessandra Biti: È un progetto corale nato sei anni fa per creare una rete tra realtà creative, sportive, culturali e sociali di Verona. Abbiamo riqualificato un parco, trasformandolo in un luogo inclusivo e rilassante. Oggi il festival dura 12 settimane, sette giorni su sette, e coinvolge 86 realtà. È un collettore di esperienze e un’opportunità di networking.
Quest’anno avete coinvolto anche gli amici a quattro zampe…
AB: Sì! Abbiamo organizzato un evento dedicato agli animali, perché inclusione significa anche questo. Bianca, la nostra mascotte a quattro zampe, è qui a ricordarcelo.
Alessandro, come nasce la programmazione artistica?
Alessandro Formenti: Cerchiamo di dare spazio a giovani artisti e produzioni originali, oltre ad artisti nazionali e internazionali. La proposta spazia dal jazz al rock, dalla stand-up comedy alla world music. L’idea è creare un palco aperto e gratuito, dove tutti possano trovare qualcosa che li emozioni.
Avete creato un punto di incontro unico per Verona…
AB: Esatto. Il Mura Festival è un luogo conviviale dove ognuno trova il proprio spazio: musica, cibo, yoga, cultura. Il nostro claim è “Everybody is free to feel good”.
Cosa vi augurate per il futuro del Mura Festival?
AB: Continuare a portare allegria e ispirare cambiamenti positivi.
AF: Vorrei che ci fosse più musica indipendente e variegata, per dare spazio a nuovi talenti.
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