Ultima serata per il “Settembre dell’Accademia”

VERONA – Martedì 9 ottobre alle ore 20.30, l’Orchestra e il Coro dell’Arena di Verona saranno in scena al Teatro Filarmonico per la serata conclusiva del “Settembre dell’Accademia 2012”, giunto alla sua XXI edizione ed organizzato dall’Accademia Filarmonica di Verona.

Sul podio alla direzione dei comparti artistici areniani il maestro Daniel Cohen; protagoniste le voci soliste di Cinzia Forte (soprano), Daniela Pini (mezzosoprano), Francesco Demuro (tenore) e Marco Vinco (basso).

Il programma della serata prevede il Cantus in memoriam Benjamin Britten del compositore contemporaneo minimalista Arvo Pärt ed il Requiem in Re minore K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart.

La partitura del Cantus in memoriam Benjamin Britten di Pärt del 1976 nasce da un nuovo stile compositivo chiamato “tintinnabuli”, che il musicista estone deriva in seguito ad uno studio approfondito negli anni Sessanta del barocco e del canto gregoriano, dopo diverse sperimentazioni della tecnica del collage, e contemporaneamente ad una ricerca di semplificazione massima di tutti gli strumenti compositivi. Il nuovo stile è costruito interamente su triadi e scale tonali, dove l’impiego della voce umana è di rilevante importanza. Questa prima composizione andrà a costituire il punto di partenza di un metodo compositivo che Pärt utilizza e affina ancora oggi.

Ultima composizione di Mozart, il Requiem in re minore K 626 è il capolavoro incompiuto del genio salisburghese. Scomparso prematuramente il 5 dicembre 1791 dopo il completamento del Confutatis maledictis, la partitura venne terminata per volontà della vedova Constanze da Franz Xaver Süssmayr e da altri allievi di Mozart. Solamente l’Introitus-Requiem aeternam è interamente di Mozart, per il resto rimane autentica la parte principale – le quattro voci del coro, dei soli ove presenti, e la linea del basso – mentre la strumentazione è di Süssmayr. Incompiuti sono quindi pervenuti Kyrie, Sequentia (con il Lacrimosa che si ferma dopo le prime otto battute sulle parole homo reus) e Offertorium, come da manoscritto originale conservato presso la Biblioteca di Stato di Vienna. Tuttavia il Requiem rimane un’opera unitaria che trasmette l’idea della ricerca spirituale di Mozart: l’immagine di Cristo come figura salvifica nel momento della morte e del giudizio è il fulcro di una partitura in cui la preghiera e il desiderio di salvezza si fanno alta poesia grazie alla musica.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: Accademia Filarmonica di Verona
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La Redazione