Tra musica e sensibilizzazione: al Camploy una serata per parlare di Alzheimer

Giovedì 14 marzo al Teatro Camploy andrà in scena una serata di tributi alle grandi voci femminili della musica e sarà il momento di parlare e sensibilizzare la popolazione in merito all'Alzheimer.

La musica, come veicolo essenziale nella riabilitazione cognitiva degli anziani, è un ottimo strumento per promuovere il rispetto e la dignità delle persone affette da demenza. Per questo motivo l’associazione Alzheimer Verona ODV promuove giovedì 14 marzo, dalle 20.30 al Teatro Camploy, il concerto “Voice – Tributo alle grandi voci femminili italiane ed internazionali”, serata benefica organizzata a cura del gruppo musicale “Movietrio”. L’evento è co-organizzato con il Comune di Verona, e rientra nell’ambito della manifestazione “8 marzo 2024 – La città delle donne” promossa dagli Assessorati Parità di genere e Pari opportunità. Inoltre gode del patrocinio dell’Azienda ULSS 9 Scaligera, del Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) di Verona, della Pastorale delle Salute della Diocesi di Verona, di Federfarma e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

Il concerto, oltre a celebrare grandi cantanti come Mina, Giorgia, Céline Dion, Whitney Houston e molte altre, sarà l’occasione di sensibilizzare la cittadinanza sulle delicatissime tematiche legate alle demenze, alla fragilità degli anziani e al ruolo della donna nella relazione di cura quotidiana.

L’intero ricavato andrà a supporto delle numerose attività gratuite che l’Associazione offre quotidianamente nei suoi 17 Centri (di cui 13 inseriti nel Progetto Regionale Sollievo in collaborazione con l’ULSS 9) a centinaia di famiglie in un periodo di grave difficoltà nel reperire contributi e sostegni economici.

Biglietti

Il costo d’ingresso sarà di 20 euro, e i biglietti sono acquistabili nella sede di Piazza Santo Spirito, 13, a Verona, online su Eventbrite o in Teatro la sera dello spettacolo se ancora disponibili (per evitare la ressa il giorno dell’evento si raccomanda la prevendita o in caso di arrivare con largo anticipo per l’acquisto la sera stessa).

«La città di Verona vuole garantire il miglior livello di benessere possibile sia alla cittadinanza sana sia a quella che presenta patologie in atto, a cui va dedicato maggiore attenzione – ha detto la consigliera comunale Annamaria Molino, delegata per la Rete Italiana Città Sane Oms a cui il Comune ha aderito ed è presente nel direttivo nazionale e alla vicepresidenza -. Questo concerto si inserisce bene nelle manifestazioni in programma per l’8 marzo, perché la demenza si presenta maggiormente con l’avanzare dell’età in particolare nella donna. Le donne hanno un’aspettativa di vita maggiore di quattro anni rispetto agli uomini, che però si azzera dal momento che gli ultimi anni di vita non sono sani. Nel 2051 in Italia, secondo le proiezioni demografiche ci saranno 280 anziani ogni 100 giovani, con un aumento delle malattie legate all’età e dunque anche la demenza e l’Alzheimer. I pazienti affetti da demenza in Italia sono circa 1 milione, di cui 600 mila con Alzheimer, con circa 3 milioni di persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza anche sul piano economico e organizzativo personale. In generale il 71% di chi presta assistenza sono donne, quindi è necessario le sfide associate all’invecchiamento, in particolare la demenza, implementando modelli di assistenza integrata, incentrandosi sulle persone, che hanno diritto ad una propria dignità. E la musica è un’ottima terapia, per tutte le persone, quindi un concerto è una scelta azzeccata».

«Le famiglie devono imparare quale siano le attività e la comunicazione più efficaci per le persone ammalate – spiega Maria Grazia Ferrari, presidente Associazione Alzheimer Verona -. Gestiamo 17 centri socio-riabilitativi tra Verona e provincia, ma come volontari abbiamo sempre bisogno di terapisti, fisioterapisti, educatori, musicoterapisti per rendere piacevoli le ore che i nostri ammalati passano insieme costruendo amicizie che nella vita di tutti i giorni hanno perso per paura del confronto della malattia».

«Siamo orgogliosi di poter partecipare a questo evento – afferma Augusto Gambaretto, presidente Coordinamento Provinciale Anteas di Verona -. Crediamo nel volontariato quindi è fondamentale sostenere tutti i centri che svolgono e promuovono queste attività».

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