Teatro Ristori, Martini: «La nostra mission è formare ed educare»

Abbiamo parlato con il direttore artistico del Teatro Ristori, Alberto Martini, in occasione del concerto di Pasqua in programma questa domenica, e per parlare dei programmi futuri del teatro.

Il tema del giorno sono le iniziative della città per celebrare la Pasqua. Gli eventi fisici in occasione delle festività sono stati annullati dall’emergenza sanitaria ma alcune realtà hanno cercato comunque di coinvolgere il pubblico e celebrare la festività, seppur in maniera virtuale. Ne abbiamo parlato con Alberto Martini, direttore artistico del Teatro Ristori.

Come avete gestito l’emergenza sanitaria fino ad oggi?

Naturalmente ci siamo trovati ad affrontare una situazione che mutava di giorno in giorno. Abbiamo presentato a settembre la nostra stagione, una stagione molto ricca e piena di speranza, ma a causa della situazione sanitaria abbiamo dovuto cambiare la programmazione mettendo in campo le risorse tecnologiche che grazie a una progettazione fatta in tempi non sospetti e quindi siamo autonomi per lo streaming. Da fine dicembre abbiamo realizzato la nostra stagione digital per dare un conforto alle persone che sono appassionati di arte e cultura e che in questo momento credo sia veramente nodale. I giovani stanno soffrendo e hanno sofferto molto questa situazione pandemica. I numeri che stiamo controllando giornalmente mostrano un aumento sempre crescente di persone che seguono i nostri eventi. Vorrei precisare che queste iniziative vogliono essere momentanee, per superare questo momento di transizione.

Voi avete organizzato per la domenica di Pasqua un concerto online, quasi l’unico evento che la città vede per le festività pasquali. Di cosa si tratta?

Abbiamo pensato di proporre alla città, e non solo, un concerto dedicato alla Pasqua. In quest’occasione presenteremo un progetto completo dei concerti di Bach scritti per due clavicembali. Ci sarà anche una breve introduzione all’ascolto molto discorsiva per offrire agli ascoltatori una chiave di lettura. Una delle grandi mission del Teatro Ristori è infatti formare, educare e contribuire alla diffusione della cultura e della musica, in particolare quella barocca. Proporre questi concerti strumentali è come affrontare un cammino difficile e tortuoso in montagna: complicato, ma poi ci regala dei panorami di suggestiva bellezza che ripagano della fatica. In questo momento credo che questa musica, piena di energia e grande affetto, ci possa donare delle emozioni forti, che in questo momento servono.

Cosa c’è nel futuro del Teatro Ristori, in previsione della riapertura dei teatri?

Ci auguriamo di riaprire e io per primo sono fiducioso e ottimista. Per il mese di aprile i teatri resteranno quasi certamente chiusi, quindi proporremo altri eventi in streaming. Da giugno contiamo di poter riaprire, con i dovuti protocolli del caso, e pensiamo di proporre una stagione nei mesi estivi di giugno e luglio. La nuova stagione ripartirà probabilmente a ottobre, con qualche evento a settembre dedicato a Dante. Abbiamo già fatto in streaming l’Inferno da camera, con Luigi Maio, il primo omaggio che abbiamo fatto al Sommo Poeta, e continueremo fino a dicembre. La nostra intenzione è di riprendere e ritornare a condividere con il nostro pubblico le nostre rassegne, sempre più ricche e innovative. L’innovazione e la ricerca nel nostro teatro sono due elementi fondamentali e centrali, nonché mission che la Fondazione Cariverona, proprietario di grande importanza, persegue. Il nostro sentimento per il futuro è ottimista e propositivo per aprire un nuovo percorso dopo questo periodo complicato.

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