Silvio Orlando sul palco del Teatro Nuovo

Dopo "Falstaff e il suo servo" ispirato a Shakespeare, il Grande Teatro propone un testo contemporaneo: "Si nota all’imbrunire (solitudine da paese spopolato)" di Lucia Calamaro. Ne è protagonista Silvio Orlando. Il primo appuntamento è per martedì 14 alle 20.45.

Martedì 14 gennaio alle 20.45 al Teatro Nuovo, quarto appuntamento con la rassegna Il Grnade Teatro organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile di Verona con Unicredit come main partner e l’azienda vinicola Santi come official partner. In programma Si nota all’imbrunire (solitudine da paese spopolato) di Lucia Calamaro con la regia della stessa Calamaro. Ne è protagonista Silvio Orlando che torna a Verona dopo avervi interpretato, La scuola di Domenico Starnone e ruoli soprattutto shakespeariani al Teatro Romano: Calibano nella Tempesta, Polonio nell’Amleto e Shylock nel Mercante di Venezia.

Si nota all’imbrunire vede in scena anche Vincenzo Nemolato, Roberto Nobile, Alice Redini e Laura Rondanini. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Ornella e Marina Campanale, le luci di Umile Vainieri. 

Nata a Roma nel 1970 e formatasi a Parigi con Jacques Lecoq, Lucia Calamaro è autrice di diverse opere teatrali tra cui L’origine del mondo. Ritratto di un interno che nel 2012 ha vinto tre premi Ubu. «Questo spettacolo – dice la Calamaro – trova le sue radici in una piaga, una maledizione, una patologia specifica del nostro tempo che io, personalmente, ho conosciuto anche troppo. La socio-psicologia le ha dato un nome: solitudine sociale. A mettere in luce i rischi di questa patologia sono stati due studi presentati al 125° incontro annuale dell’American Psychological Association. Essere isolati dalla società è un male oscuro e insidioso. La preoccupazione insorge ancora di più se si pensa che questo tipo di “solitudine estrema” si sta espandendo e continuerà a crescere nei prossimi anni tanto che la Francia ha istituito la “giornata della solitudine“ e l’Inghilterra ha addirittura creato un ministero della solitudine. Secondo gli esperti potremmo trovarci alle prese, e non solo nei paesi più ricchi, con un’epidemia di solitudine, diffusa oramai anche tra i giovani. Silvio Orlando è – prosegue la drammaturga e regista – un attore unico. Capace di scatenare le empatie di ogni spettatore e di suscitare, con le sue corde squisitamente tragicomiche, emozioni e azioni nel suo pubblico. Insieme ci piace pensare che gli spettatori, grazie a un potenziale smottamento dell’animo dovuto speriamo a questo spettacolo, magari la sera stessa all’uscita, o magari l’indomani, chiameranno di nuovo quel padre, quella madre, quel fratello, quel lontano parente o amico ormai isolatosi e lo andranno a trovare, per farlo uscire di casa. O per fargli solamente un po’ di compagnia».

La vicenda ha luogo in un paese spopolato, nella casa dove Silvio, rimasto vedovo, vive solo da tre anni. Qui arrivano i suoi figli Alice, Riccardo e Maria e suo fratello maggiore Roberto. Silvio ha acquisito, nella solitudine, parecchie manie compresa quella di non volere più camminare. Non si vuole alzare, vuole starsene seduto il più possibile. I figli, che finora non se n’erano preoccupati, devono prendere delle decisioni per smuoverlo da questa abitudine metafora del suo stato mentale: quello di un uomo che vive accanto all’esistenza e non più dentro la realtà. Emergono così empatie, distanze difficili da colmare e rese dei conti. Tra Silvio e i suoi famigliari che sono venuti a trovarlo per festeggiare il suo compleanno e per commemorare con una messa i dieci anni della morte della moglie, sarà guerra aperta, con risvolti tragici quanto comici.

Dopo la “prima” di martedì lo spettacolo replica tutte le sere alle 20.45 fino a sabato 18. L’ultima rappresentazione, quella di domenica 19, è invece alle 16.

Biglietti in vendita al Teatro Nuovo, Box Office, circuito Geticket, sportelli Unicredit e on line su www.geticket.it. Giovedì 16 gennaio alle 18.00 gli attori incontrano il pubblico nel foyer del Teatro Nuovo. Conduce l’incontro la giornalista Laura Peloso. L’ingresso è libero.