San Giò Video Festival a Santa Maria in Chiavica

Nella chiesa in corso il festival, iniziato il 23 luglio e in programma fino al 27, che racconta il mondo di oggi attraverso filmati di registi internazionali e artisti emergenti.

San Giò Video Festival è una rassegna di film e cortometraggi, in programma fino al 27 luglio nella chiesa Santa Maria in Chiavica, provenienti da tutto il mondo che ha l’obiettivo di emozionare e far riflettere gli spettatori proponendo le storie delle più sfaccettate realtà di oggi. Racconti di vita vera e documentari, pellicole girate da pochi mesi e altre che, invece, hanno già riscosso prestigiosi premi.

Domani, venerdì 26 luglio, dalle 20.30, in programma undici proiezioni. La prima è “Volver”, di Diego Salazar e prodotto da Pórtico Producciones, che riflette sul matrimonio, i figli, la famiglia e l’infedeltà, seguito da “Fuera de control”, diretto da Reynaldo Quijada, che vede un controllore di volo alle prese con un’emergenza aerea per evitare un possibile disastro. “61 Qram”, diretto da Rashad Babayev, vede il susseguirsi di storie attraverso il passaggio, di mano in mano, di una lattina, che lascia un indelebile segno, “Matter and motion”, di Max Hattler, presenta i lavori e le collaborazioni di un gruppo di animatori della School of Creative Media di Hong Kong.  Sempre diretto da Max Hattler, il corto “Serial Parallels” mostra un processo di animazione sperimentale che applica la tecnica di animazione dei film alle immagini fotografiche, mentre “60 ways to die or fly”, di Christina Benz, racconta episodi di vita attraverso disegni con la sabbia accompagnati dal suono di una chitarra elettrica.

 La serata include anche la proiezione dei film “28 de Outubro”, diretto da Tiago Albuquerque, ambientato in una terra primordiale in cui un Essere primo sviluppa una capacità intellettiva in grado di sconfiggere forze ostili, “30 Amper”, diretto da Michal Kubicek, che combina elementi sci-fi, horror, thriller e western per rappresentare un mondo post-apocalittico, il corto italiano “Il ragazzo che smise di respirare”, prodotto da Elena Beatrice e co-diretto dalla stessa con Daniele Lince, che traspone la storia di Max, un ragazzino di 11 anni ossessionato dall’inquinamento atmosferico che decide di smettere di respirare, convinto sia un modo per vivere più a lungo.

Infine, nel cartellone anche “300 g/m2”, di Kamila Kucikova, un monodrama sulla carta, e “Saras intime betroelser”, diretto da Emilie Blichfeldt e prodotto da Ole Elverhøi, che esplora il rapporto con la propria femminilità di Sara, una ragazza a disagio per la sua altezza e la sua corporatura.

L’ingresso al festival è gratuito.