Missa pro defunctis di Cimarosa apre la nuova stagione sinfonica al Filarmonico

Venerdì 11 ottobre alle 20 si riapre la stagione sinfonica al Teatro Filarmonico con la prima esecuzione veronese della grande Missa pro defunctis di Domenica Cimarosa. I giovani talenti Eleonora Bellocci, Lorrie Garcia, Matteo Mezzaro e Alessandro Abis sono diretti dal maestro Alessandro Cadario, al suo debutto alla guida di Orchestra e Coro dell’Arena di Verona.

L’ambiziosa pagina si lega alla chiusura della stagione primaverile e al prossimo “Matrimonio segreto”, entrambi nel segno del grande compositore della scuola napoletana del ‘700. I giovani talenti Eleonora Bellocci, Lorrie Garcia, Matteo Mezzaro e Alessandro Abis sono diretti dal maestro Alessandro Cadario, al suo debutto alla guida di Orchestra e Coro dell’Arena di Verona.

Il Maestro di cappella, pagina breve ma di assoluto valore, è stata una gradita sorpresa per il pubblico veronese che vi ha assistito per la prima volta lo scorso maggio. A 270 anni di distanza dalla sua nascita, l’autore Domenico Cimarosa (1749-1801) è stato curiosamente poco eseguito sul palcoscenico del Teatro Filarmonico nel corso degli anni, tanto che è stato scelto come punto di partenza di un approfondito excursus operistico e sinfonico nella stagione autunnale di Fondazione Arena. Il Viaggio in Italia fino a dicembre attraversa il Romanticismo e arriverà a toccare il pieno Novecento, iniziando proprio con l’opera “Il Matrimonio segreto” (dal 27 ottobre al 3 novembre), massimo capolavoro buffo di Cimarosa, preceduto dalla ricca pagina sinfonico-corale della “Missa pro defunctis“, anch’essa in prima esecuzione a Verona, che è stata fino alla fine dell’Ottocento il requiem più apprezzato ed eseguito in Europa dopo quello (incompiuto e solo parzialmente autografo) di Mozart.

Nel corpus delle oltre venti messe composte da Cimarosa (prolifico operista ma non solo) alla fine del Settecento, quella pro defunctis è particolarmente legata alla fortuna estera del suo autore: chiamato alla corte della zarina Caterina II di Russia attraverso il duca Antonino Maresca di Serracapriola (ambasciatore del Regno di Napoli), il compositore dovette scriverla appena giunto a San Pietroburgo per l’improvvisa scomparsa della moglie del suo mentore: Maria Adelaide di Camerano. L’opera, compendio dello stile tragico della Scuola napoletana del ‘700 e allo stesso tempo ricca dell’invenzione melodica originale di Cimarosa, fu eseguita per la prima volta il 12 dicembre 1787, sancendo il debutto per il già stimato talento aversano nell’allora capitale russa e un affettuoso omaggio con somma arte ai suoi benefattori. Dopo una grande fortuna nel corso del XIX secolo condivisa col capolavoro estremo di Mozart, l’avvento della moderna e teatrale Messa da requiem verdiana ha scalzato dal podio quella cimarosiana per frequenza di esecuzioni, la quale però sta riguadagnando negli ultimi anni l’attenzione degli esperti e del pubblico, con la pubblicazione dell’edizione critica e nuove incisioni.

Per l’esecuzione veronese debutta sul podio della Fondazione Arena di Verona un apprezzato maestro, Alessandro Cadario, direttore dei Pomeriggi musicali di Milano dalla carriera internazionale e dal repertorio trasversale, con grande esperienza nel campo sinfonico-corale, che guida l’Orchestra e il Coro preparato da Vito Lombardi. All’ensemble si unisce un quartetto di giovani solisti in carriera: il soprano Eleonora Bellocci, il mezzosoprano Lorrie Garcia, il tenore Matteo Mezzaro e il basso Alessandro Abis. Sono disponibili biglietti e abbonamenti per le due esecuzioni in cartellone, venerdì alle 20 e sabato alle 17.

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