L’Aida di De Bosio regina dell’Arena

Sabato 22 giugno torna all'anfiteatro romano nell’edizione 1913, storica ma sempre nuova: sarà la recita numero 700.

aida

Sabato 22 giugno, alle 21, va in scena il secondo titolo dell’Arena di Verona Opera Festival 2019: come da tradizione Aida risuona nell’antico anfiteatro con la regia di Gianfranco De Bosio, un allestimento ancora più accurato e rinnovato ed un cast straordinario diretto da Francesco Ivan Ciampa. Star internazionali e talentuosi esordienti si alternano per 16 recite, che vedranno sul podio anche Plácido Domingo per una serata straordinaria e, a settembre, Daniel Oren.

Il fine settimana che inaugura il festival lirico areniano è atteso con trepidazione poiché da tempo affianca, in una combinazione sempre nuova, l’allestimento inaugurale e una produzione di Aida: quest’anno il capolavoro verdiano torna nella veste ideata da Gianfranco De Bosio, maestro del teatro italiano, che si è ispirato alle immagini d’epoca e ai bozzetti disegnati dall’architetto Ettore Fagiuoli per la primissima Aida in Arena, il 10 agosto 1913, voluta da Giovanni Zenatello e Ottone Rovato. La regia tiene inoltre conto delle dettagliate disposizioni sceniche che lo stesso Giuseppe Verdi curò per la prima italiana dell’opera nel 1872.

Per la ripresa del 2019, l’impianto scenografico è stato parzialmente rinnovato, mantenendosi fedele ai disegni originali ma allo stesso tempo rendendo più agevoli gli imponenti cambi scena, con cambiamenti nell’atto terzo, “sulle rive del Nilo”, e nel finale dell’atto primo, “presso il tempio di Vulcano”, frutto dell’inesausta ricerca di De Bosio. Un altro elemento di novità riguarda l’utilizzo di nuovi apparecchi illuminotecnici: “moving light” da 1700w, che permettono di intensificare in maniera significativa la luminosità. L’aumentata potenza ed il diverso posizionamento degli apparecchi sulla cavea rendono possibili nuovi angoli di incidenza dei fasci luminosi, riuscirà a restituire con ancora maggiore nitidezza il disegno cromatico originale del Fagiuoli reinterpretato da De Bosio e realizzato insieme al light designer areniano Paolo Mazzon.

Tali interventi sono stati possibili grazie al contributo economico versato da numerose imprese alberghiere sensibilizzate dalla Cooperativa Albergatori Veronesi presieduta da Enrico Perbellini, utilizzando la leva dell'”Art Bonus. È un segno concreto attraverso il quale le imprese cittadine si stringono attorno alla Fondazione Arena per tutelarne il patrimonio, fra tradizione e innovazione e testimoniare l’impegno della città nel valorizzarne un’eccellenza culturale conosciuta in tutto il mondo, ricollegandosi anche alla prima Aida areniana del 1913, che fu finanziata proprio da coraggiosi e illuminati imprenditori veronesi.

Come tutte le 51 serate della 97esima edizione dell’Arena Opera Festival, Aida di Verdi si preannuncia un capolavoro non solo per gli occhi ma anche per le orecchie, grazie ad un cast artistico di caratura internazionale a cominciare dal podio, su cui si alternano i maestri Francesco Ivan Ciampa, che dirige la prima e ben dodici repliche dopo il felice debutto nella “Carmen” inaugurale 2018, il glorioso Plácido Domingo e il direttore musicale del Festival Daniel Oren.

I 31 interpreti da tutto il mondo ben rappresentano la diffusione globale dell’opera italiana e comprendono alcuni dei solisti più celebri in carriera e giovani promettenti al loro esordio. Nel ruolo di Aida sfilano alcuni dei soprani più richiesti di oggi, reduci da successi internazionali e inaugurazioni prestigiose: Anna Pirozzi, Tamara Wilson, Maria José Siri, Saioa Hernández, Hui He e Svetlana Kasyan. La rivale Amneris è impersonata dai mezzosoprani Violeta Urmana, Anna Maria Chiuri, Alessandra Volpe e Judit Kutasi. Nei panni di Radamès, eroico generale egizio e conteso da Aida e Amneris, si alternano sul palcoscenico areniano i tenori Murat Karahan, Misha Sheshaberidze, Fabio Sartori, Martin Muehle e Carlo Ventre. Amonasro, padre di Aida, è interpretato dai baritoni Amartuvshin Enkhbat, Sebastian Catana, Badral Chuluunbaatar e Mario Cassi. Voci prestigiose di basso si alternano anche come Ramfis e come Re degli Egizi e annoverano star ed esordienti: Dmitry Beloselskiy, Stefan Kocan, Rafał Siwek, Gianluca Breda, Alessio Cacciamani, Romano Dal Zovo e Krzysztof Baczyk. Celebri interpreti sono impegnati anche nella breve parte del Messaggero, come Carlo Bosi, Raffaele Abete, Francesco Pittari e Antonello Ceron. Completa il cast la Sacerdotessa di Yao Bo Hui.

Al trionfo dell’elemento spettacolare della grande opera verdiana concorre Il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, che si cimenta nelle coreografie di Susanna Egri e vede schierati i primi ballerini ospiti Petra Conti, Eleana Andreoudi, Mick Zeni e Alessandro Macario. L’Orchestra areniana a pieni ranghi è naturalmente arricchita dalla presenza di dodici trombe egizie, strumento voluto ed ideato espressamente da Verdi per la sua opera, dal Coro preparato da Vito Lombardi e da oltre duecento figuranti per uno spettacolo veramente colossale, che vedrà la luce sotto le stelle del 22 giugno.

Si tratterà di una serata speciale poiché ricorre anche la recita numero 700 nella storia di Aida all’Arena: per festeggiare l’occasione, Fondazione Arena di Verona ha realizzato una speciale cartolina da collezione che sarà distribuita agli spettatori.

Sul calendario degli spettacoli le repliche dell’Aida sono programma il 27 giugno, alle 21, il 5, 9, 12, 21, 28 luglio, sempre alla stessa ora, il 3, 9, 18, 25, 28 e 31 agosto, alle 20.45 e infine il 3 e 7 settembre, serata conclusiva del festival, sempre alle ore 20.45.

Un ringraziamento speciale a tutti gli sponsor dell’Arena di Verona Opera Festival che con il loro prezioso e immancabile contributo sostengono la mission di Fondazione Arena e il suo prestigioso Festival.