“La mia battaglia”, Elio Germano a Verona

L'associazione EXP/Are we human, con Bridge Film Festival e Laboratorio Autogestito Paratodos, propone per il 30 e il 31 gennaio, nella sala del laboratorio in Corso Venezia 51, la trasposizione in de La mia Battaglia, opera teatrale di Elio Germano e Chiara Lagani diretto da Elio Germano e Omar Rashid. Il 31 gennaio l'attore sarà presente in sala.

Dopo il grande successo dello spettacolo La mia battaglia di Elio Germano e Chiara Lagani, diretto e interpretato da Elio Germano, torna lo spettacolo in una nuova versione: “La realtà virtuale entra a teatro: Segnale d’allarme – La mia battaglia” si potrà vedere grazie a supporti visivi, creati con Omar Rashid, fondatore del progetto multimediale GOLD.

Il 30 e 31 gennaio, alle 18.30 e alle 21.30, presso il Laboratorio Autogestito Paratodos, è in programma la proiezione in Virtual Reality, della durata di 70 minuti, dello spettacolo.

Solo il 31 gennaio, al termine della proiezione, alle 19.30 e alle 22.30, Elio Germano sarà presente in sala.

La mia battaglia è il segnale d’allarme che Germano lancia contro l’informazione fatta solo di opinioni, la tecnologia che rischia di essere veicolo di pura distrazione di massa e una cultura mainstream che finisce per fagocitare sistematicamente la nicchia, sottraendole anche le opportunità concesse dalla tecnologia.

Lo spettacolo è un monologo che porta a riflettere e a porsi domande su vari temi: il consenso, il libero pensiero, l’affabulazione, la dittatura.

È una feroce e allucinata narrazione in cui un attore, o forse un comico, ipnotizzatore non dichiarato, manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento, fino a giungere, al termine del suo show, a una drammatica imprevedibile svolta. Portatore di un muto volere collettivo  diffuso  nell’aria,  l’artista  da  figura   autorevole   si   farà a   poco   a   poco   sempre   più autoritario, evocando lo spettro di un estremismo di ritorno travestito da semplice buon senso.

«È uno spettacolo molto particolare – ha affermato Omar Rashid – prevede il coinvolgimento del pubblico. Io dico che lo spettacolo avviene in platea. È anche un modo per capire come l’attore riesce a manipolare il pubblico, come sia pericoloso lasciarsi coinvolgere da un applauso, da una risata».