Estate Teatrale Veronese, avanti per tutto settembre

Prosegue dal 2 al 28 settembre la 71ª Estate Teatrale Veronese. Undici spettacoli – sei di prosa e cinque di danza – in scena negli spazi alternativi del Teatro Camploy.

Dopo il grande successo degli spettacoli in cartellone al Teatro Romano nei mesi di giugno, luglio e agosto e in attesa di ‘Elena’ di Euripide ( in scena al Teatro Romano il 13 e 14 settembre – con Laura Marinoni e regia di Davide Livermore ) la 71ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese continua, dal 2 al 28 settembre, con le diciannove serate in programma nello spazio alternativo del Teatro Camploy.

Prosa

Ad inaugurare la sezione della prosa sarà Fondazione Aida che presenterà tre proposte dedicate ai bambini. si tratta degli spettacoli “Leo inventa tutto”, “Cipì” e “Ma perchè tutti mi chiamano Frankenstein?” realizzati con Fondazione Aida.

Il 10, 11 e 12 settembre alle 21 sarà la volta del Teatro Scientifico con un adattamento de “Il Serpente” di Luigi Malerba.

Lo spettacolo fa parte del progetto #amorlietomalatonegato ideato da Isabella Caserta. Il Serpente potrebbe sembrare un giallo a sfondo passionale: un commerciante di francobolli conosce Miriam, si innamora e diventano amanti, ma la realtà è deformata… Malerba crea una vicenda kafkiana, ossessiva, claustrofobica, con tratti decisamente umoristici, in cui il protagonista vive un’esistenza sostanzialmente alienata, solitaria e proprio per questo riempita dalle sue fantasie paradossali.

Il 17, 18 e 19 settembre Punto in Movimento porterà in scena “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare con regia di Roberto Totola.

Immersa in un’atmosfera fantastica e affascinante, è un’opera scoppiettante capace di suscitare emozioni e meraviglia. In questa commedia Shakespeare affronta le tematiche della magia e del sogno: la Magia cioè l’amore, che con il suo potere riesce a risolvere ogni cosa, simboleggiato dal succo del fiore magico che agisce proprio sugli occhi, e il Sogno, per spiegare avvenimenti che appaiono strani e difficili da comprendere.

Chiuderà la sezione di prosa il 24, 25 e 26 settembre alle 21 lo spettacolo di Cantieri Invisibili “Padre, Figlio e Spirito Stanco” di Francesca Mignemi.

Un padre e un figlio ereditano un teatro dal nonno. L’uomo è mancato da poco. I due esplorano lo spazio per valutarne le possibilità, capire come e cosa cambiare per rilanciare il teatro. Oggetti, atmosfere e dettagli diventano il pretesto per raccontare situazioni che entrambi hanno vissuto con il nonno. Il padre e il figlio condividono ricordi e aneddoti mentre mettono a soqquadro lo spazio. Qualcuno o qualcosa sembra però non essere d’accordo con questa piccola rivoluzione e costringe i due a fare i conti con il passato.

Danza

Aprirà la sezione di danza al Teatro Camploy la compagnia E.sperimenti Dance Company che il 7 settembre alle 21 porterà in scena “Hopera” con regia e direzione team coreografico di Federica Galimberti.

La musica delle arie d’opera, delle sinfonie e delle melodie simbolo del grande repertorio italiano tanto apprezzato nel mondo, è la vera protagonista di Hopera. Verdi, Rossini, Mozart e altri autori risplendono nel tocco raffinato degli interpreti forti di un linguaggio teatrale. Hopera, apprezzato fin dal suo debutto a Pechino e Shanghai, rappresenta un cambio di prospettiva nell’approccio al patrimonio musicale classico, che avvicina mondi diversi e lontani e contagia il pubblico con leggerezza.

A seguire, il 14 e 15 settembre, la compagnia Ersiliadanza proporrà in prima nazionale “Callas” con coreografia e regia di Laura Corradi.

Ci sono suoni che incantano, che fermano il tempo, che riportano a zero, trascinano in alto, nell’aria, e poi molto in basso, nella terra e in acque profonde. Prima ancora questa musica entra nel corpo e vibra con il sangue, rallenta il cuore e sana il pensiero. Eppoi d’un tratto non si distingue più nulla , solo un acuto sublime che si stacca verso l’alto e resta sospeso.

Il 21 settembre alle 21 la compagnia Susanna Beltrami proporrà “Io sono il bianco del nero” con coreografia di Susanna Beltrami.

L’intimità è il tema dominante in questa nuova creazione, un viaggio esistenziale dove il bianco è assenza di memoria e colore del non ricordo. Una ‘piece site specific’ dove, in un unico grande spazio, sono contenuti tutti i luoghi dell’intimità, senza pareti divisorie, l’uno confuso nell’altro, l’uno che rimanda all’altro, l’uno contaminato dall’altro. Una partitura-mosaico in cui è forte il richiamo alla Waste Land di T.S.Eliot.

Il 22 settembre alle 21 si terrà al Teatro Camploy lo spettacolo “Focus Dancehauspiù”, una serata dedicata a VIVAIO, un progetto rivolto ai giovani ballerini e sostenuto da Dancehauspiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza.

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