Proseguono gli appuntamenti dell’Estate Teatrale Veronese che, in linea con la grande apertura affidata a “La Tempesta” shakespeariana, porta sulla scena, in prima nazionale, il capolavoro di Melville “Moby Dick”, nella versione di Franco Branciaroli e con la regia di Luca Lazzareschi, in programma nelle serate del 4, 5 e 6 luglio.

La prima assoluta dello spettacolo, programmata per domani, alle 21.15, è stata presentata nella maestosa sala Arazzi di Palazzo Barbieri mercoledì 3 luglio, alla presenza dell’assessore alla Cultura Francesca Briani, del direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese Gianpaolo Savorelli, di Branciaroli, Lazzareschi e del cast che calcherà il palco del Teatro Romano.

Un evento che sugella il bicentenario dalla nascita dello scrittore, poeta e critico letterario statunitense, che pubblicò il suo romanzo, divenuto un classico della letteratura contemporanea, nel 1851. A rendergli omaggio, sul palco, Franco Branciaroli, nelle vesti del capitano Achab, Gianluca Gobbi, che interpreta la voce narrante Ismaele, il regista Luca Lazzareschi, nei panni di Starbuck, Sergio Basile, nel doppio ruolo di Stubb e Padre Mapple, Luigi Mezzanotte, Elia e Fedallah, Valentina Violo, come Pip e Ariel.

Ma ancora, Francesco Migliaccio, che si presta a interpretare tre personaggi, Peleg, il Carpentiere e il Capitano Rachele, Marko Bukaqeja, come Queequeg, Edoardo Rivoira, nelle vesti di Tashtego, e infine Jacopo Morra, per Daggoo.  Scene e costumi sono di Domenico Franchi, le luci di Cesare Agoni, le musiche di Germano Mazzocchetti. Assistente alla regia Virginia Landi, ambienti sonori curati da Macchinazioni Teatrali, mentre i movimenti scenici sono di Antonio Bertusi.

Una metafora storica, quella del viaggio attraverso il mare come emblema dell’esistenza umana, intrisa di sfide e difficoltà da superare, in un forte e tormentato anelito alla vita. Questo è il messaggio contenuto in “Moby Dick”, dove il viaggio sul mare è proprio la metafora del binomio vita-morte. L’epico racconto, la potenza delle vicende e la forza espressiva propria del teatro convogliate in un connubio capace di affascinare il pubblico per la sua ricchezza, capacità evocativa ed emozionale.

L’adattamento teatrale di Franco Branciaroli, mantenendo vivo il nucleo della fabula melvilliana e agendo di sintesi sulla narrazione, restituisce appieno la potenza simbolica, evocativa e insieme realistica del romanzo.

«Siamo molto soddisfatti – ha affermato Francesca Briani, assessore alla Cultura – per l’andamento della 71esima stagione dell’Estate Teatrale, con un esordio strepitoso di Eros Pagni nella “Tempesta” di Shakespeare. Ora siamo curiosi di vedere la nuova versione di “Moby Dick” di Branciaroli. L’opera di Melville è un’opera ponderosa e trasporla sulla scena è una sfida, ma data la bravura di Franco Branciaroli sarà sicuramente una sfida vinta».

«È sterminata la bibliografia che individua i moltissimi riferimenti, le ispirazioni e i richiami letterari che agiscono sullo stile del romanzo melvilliano – spiega il regista Luca Lazzareschi -. Tra questi, la Bibbia, Dante e certamente Shakespeare, per quanto riguarda i monologhi, le riflessioni morali, le caratterizzazioni dei personaggi, la costruzione drammatica delle scene e dei dialoghi e l’impianto eminentemente “teatrale” del romanzo che procede come un poema, seppure in prosa».

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