“Senza un tocco di campane”: a Verona si racconta il dramma delle morti sul lavoro

Martedì 30 aprile, al Teatro Camploy, alle 10.30, metterà in scena un nuovo allestimento che raccoglie la sfida di raccontare il dramma, troppo spesso taciuto e nascosto, dei caduti sul lavoro. A seguire CISL dialogherà con scuole e istituzioni sul medesimo tema.

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La Nuova Compagnia Teatrale da anni si impegna nel portare sulla scena tematiche sociali e attuali. Martedì 30 aprile, al Teatro Camploy, alle 10.30, metterà in scena un nuovo allestimento che raccoglie la sfida di raccontare il dramma, troppo spesso taciuto e nascosto, dei caduti sul lavoro. A seguire CISL dialogherà con scuole e istituzioni sul medesimo tema.

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La rappresentazione

Per anni queste sono state chiamate “morti bianche”, bianche perché l’aggettivo bianco allude all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’accaduto, invece molto spesso la mano responsabile c’è. Ancor oggi si muore sul lavoro per le stesse ragioni e allo stesso modo in cui si moriva in un passato privo di mezzi e di tecnologia, nonostante il progresso in questi campi negli ultimi tempi sia stato eccezionale. È come se la tecnologia si arrestasse sulla soglia di certe fabbriche e certi cantieri, dove si continua a morire e dove la sicurezza è considerata solo un costo.

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Lo scopo di questo allestimento teatrale, oltre a quello di sensibilizzare il pubblico circa l’importanza fondamentale del concetto di sicurezza, è anche quello di dare voce a chi non è stato ascoltato e per fare ciò gli attori della Nuova Compagnia Teatrale si serviranno di parole e storie ispirate a vicende reali, riguardanti ogni parte del nostro Paese.

Saranno diverse le voci, maschili e femminili, che si incontreranno sul palco, proprio per comunicare il carattere trasversale di questa piaga che ancora oggi affligge la nostra società e che, come verrà mostrato al pubblico, non distrugge solo le vite dei lavoratori coinvolti, ma crea numerose vittime collaterali: famiglie distrutte, colpite dal lutto e spesso nemmeno in grado di provvedere al proprio sostentamento.

La regia, il disegno luci e la scenografia puntano all’essenziale e al simbolico: nessuna connotazione precisa di luogo, dunque, perché la tematica deve toccare tutti noi per spingerci a ricordare le vite di troppe figure dimenticate, alle quali non è stato riservato nemmeno quel “tocco di campane” che rappresenta, nell’immaginario comune, l’omaggio offerto dalla memoria collettiva a chi se ne va.

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